Stato Nazionale del Lavoro e non il “solito destino”.

La manovra finanziaria annunciata dal governo Lega-Cinque Stelle, con tanto di pittoresca esultanza del buon Luigi Di Maio, posiziona l’Italia per altri anni stabilmente all’interno del recinto capitalmondialista. I contenuti interni al provvedimento infatti (di cui attendiamo il testo finale) seppur in maniera assai confusionaria, riprendono vecchie ricette berlusconiane e della destra statunitense, a cui questo governo appare molto legato, e le mischiano ad apparenti svolte/rivolte sociali che, ad un’analisi nemmeno tanto approfondita, si dimostrano essere tutto il contrario. La tassa piatta, di cui peraltro potranno beneficiare per adesso solo poche categorie (a cui si rifà l’elettorato leghista), si configura come un regalo a chi i soldi li ha, a chi ha evaso per anni e adesso torna, forse, a pagare una parte minima di ciò che gli spetterebbe. Mancando il criterio della progressività, pone il ricco in una condizione privilegiata rispetto al povero, poiché toglie al primo, in proporzione ai suoi averi, infinitamente meno di quanto fa al meno abbiente. Quindi è una tassa immorale.

Ciò si configura come pura destra liberale dunque, con buona pace di chi, tra i socialdemocratici grillini, ha parlato trionfalmente di abolizione della povertà, un obiettivo che ci sembra difficile raggiungere attraverso norme, come la flat tax appunto, presenti in un programma firmato prima delle elezioni da una coalizione di tre partiti, quelli di centrodestra, che sono sempre stati espressione, seppur da angolazioni diverse, del liberalcapitalismo più radicale.

L’aumento delle pensioni minime è un provvedimento che, a primo impatto, è difficile da criticare: chi infatti è attento alle questioni sociali, può porsi contro ciò? Tuttavia ci sono alcune osservazioni da fare anche su questo punto.

Il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, l’elemento per cui l’Europa ha permesso che questo governo nascesse e per il quale è sicura che anche questo esecutivo, al pari dei precedenti, seguirà la “retta via”, ha dichiarato che, nel caso in cui la manovra dimostrasse di non funzionare e di non piacere ai mercati, quest’ultima verrebbe modificata.

Di fatto queste parole non sono altro che un anticipo di ciò che accadrà, in quanto, come già ora possiamo vedere, lo spread si sta attestando sulla soglia, ( o sopra), i 300 punti, ed è prevedibile che nei prossimi mesi crescerà ancora, insieme al numero delle dichiarazioni negative di coloro che animano il mercato finanziario.

Il governo, pur prevedendo questa reazione, ha fatto questa finanziaria, consapevole del fatto di doverla in seguito modificare. Potrà così fare uno scarica barile ed innescare una lotta tra due tipi di capitalismo, quello prettamente finanziario e progressista e quello nazionalista. Uno scontro propedeutico alla campagna elettorale per le prossime consultazioni europee, non al benessere del popolo, che, insieme alla pensione, vedrà aumentare anche il costo delle merci, e quindi sarà costretto a vivere altri mesi di buio,

La misura che però desta più curiosità è quella del reddito di cittadinanza, di cui in questi giorni si stanno chiarendo i contorni: si tratterà, al massimo, di 780 euro, che non potranno essere messi da parte ma dovranno essere integralmente spesi.

L’erogazione di questi soldi partirà forse ad Aprile, quando, secondo i piani, dovrebbero essere già stati riformati, grazie ad esperti statunitensi (figuriamoci!), i nostri centri per l’impiego, cosa veramente difficile da credere per chi ha messo piede anche solo una volta in uno di questi edifici. Procedura questa che necessita di almeno 24 mesi di rodaggio, quindi fatta in questo modo appare dilettantesca.

Qui si vede la vera natura di questo governo, che, proprio come gli altri che lo hanno preceduto, non pone il tema del diritto al lavoro, per noi socialisti nazionali inderogabile, ma preferisce elargire qualche centinanio di euro da spendere  a una platea ristretta di persone, migliorando forse materialmente la loro vita per qualche mese, ma prolungando la loro inattività e la loro esclusione da un processo di organicizzazione dello Stato (e più precisamente lo Stato Nazionale del Lavoro) che è l’unica strada da intraprendere affinchè gli individui di una comunità facciano crescere la stessa in maniera organica, avendo la piena dignità e realizzazione personale.

Un governo che abdica questo compito, e, lungi dall’essere espressione del popolo, abbraccia il sistema capitalista rifugiandosi in ricette proposte dai maggiori  degli maggiori economisti liberali conosciuti, non può non trovare nella nostra organizzazione politica un fermo elemento di opposizione, avendo noi lo Stato Nazionale del Lavoro come fine ultimo da realizzare. Le parole di Di Maio “inonderemo il mercato dei consumi di liquidità” è la dimostrazione palese di quanto andiamo dicendo (fonte).

Occorre porre il lavoro e il diritto di ogni persona ad averne uno degno  al di sopra di ogni cosa, ricordando che una forma di  liberismo invisa temporanente ai mercati economici, non deve essere, per questo, supportata o simpatizzata.

Adesso, dopo i primi sussulti dei “mercati” (a cui sia chiaro ci opponiamo fieramente da sempre) vedremo dove si porrà il testo finale della manovra.

Da tempo infatti abbiamo imparato che non esiste un capitalismo buono, esiste un capitalismo unico, forte, che è diventato capace di declinarsi nei modi più diversi per organizzare consenso e dissenso, e governare, per mezzo della logica del dividi et impera, ininterrottamente.  E’ questo il nostro principale nemico.

D.P.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Attualità Politica e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Stato Nazionale del Lavoro e non il “solito destino”.

  1. Francesco Retolatto ha detto:

    Sono con Voi nella analisi del quadro politico e della manovra . Lo sono sempre stato in fondo, anche quando non vi conoscevo, anni fa.

  2. PieroValleregia ha detto:

    salve
    pur non andando a votare da diversi anni, sinceramente speravo in qualcosa di meglio, sicuramente non dai 5S ma, dalla Lega …
    Lo spread è tutta una manovra pilotata: la Francia è messa molto peggio di noi ma, avendo il pervertito e la pedofila all’Eliseo proni alla UE, può fare ciò che vuole …
    Urgono uomini e donne di caratura speciale ma, al momento, nulla vedo all’orizzonte
    un saluto
    Piero e famiglia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.