La Guerra continua.

Non scrivo per consuetudine, né per fare consuntivi o progetti ma semplicemente per rammentare, per primo a me stesso, che la nostra Comunità che definiamo volutamente Nazionale indipendentemente dal numero continuerà anche nell’anno 2019 a percorrere lo stretto sentiero che mai abbiamo abbandonato. Sempre affardellati del nostro zaino e con il consueto passo cadenzato dei Legionari intendiamo testardemente marciare proseguendo quella guerra che per Noi non é mai terminata e che non ha visto nessuna resa da chi ci ha preceduti sulla strada dell’Onore, del senso di Identità e di appartenenza di Italiani e di Evropei.

Nel tempo contingente lo facciamo con le armi della contro informazione e della ricerca culturale, della proposta ideale e del mantenimento della coerenza dottrinaria e progettuale, ma con il medesimo spirito di lotta di miliziani combattenti.

In questo tempo così nefasto evidenti emergono tutte le contraddizioni di un sistema democratico-parlamentare corrotto, di una classe politica dirigente vile e dannata nel suo servile rincorrere a compiacere quelle plutocrazie diaboliche dominatrici del mondo odierno e tutto sembra inutile e perduto.

Eppure lungo quello stretto sentiero un passo dietro l’altro come avviene in natura tra il branco di Lupi noi riusciamo a seguitare a calpestare le medesime orme senza perdere né l’orientamento, né la vitale sensazione di essere ancora capaci di poter controllare e forgiare il destino alla nostra trascendente Volontà.

Lungo questo sentiero é già capitato – e potrà capitare ancora – di ritrovarci in sincronia ed in sinergia con altre realtà e ce ne rallegreremo ma senza preoccuparci oltre misura se alcune si smarriranno o non vorranno piu’ seguitare a continuare la nostra stessa marcia.

C’è un orizzonte che continueremo a vedere oltre i nostri occhi, oltre le nostre stesse vite e che altri ancora percepiranno perché certamente ci sarà il momento in cui esso – finalmente – sarà raggiunto.

Non vogliamo dare un nome a questo orizzonte ma in cuor nostro lo conosciamo e lo descriviamo attraverso il nostro pensiero critico e la nostra progettualità politica ma concretamente sostenibile.

La Guerra continua; che l’anno che sta per iniziare sia propizio – come un secolo fa – alla riconquista della Vittoria legionaria.

In Alto i Cuori e Boia chi molla !

Maurizio Canosci – Presidente USN-RSI

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4 risposte a La Guerra continua.

  1. Giovanni Garotti ha detto:

    88

  2. Alter ha detto:

    1919- 2019; il Nemico è sempre lo stesso.
    La Lotta sempre quella del Sangue contro l’Oro.

    Un altro anello si è aggiunto alla pesante Catena che stringe al collo la Nazione Italia.
    La Mummia quirinalizia ha firmato la criminale legge finanziaria.

    La Prova finale che il vero “Padre” della Finanziaria 2019 è l’oligarca ebreo-franco-rumeno Moscovici, il Commissario politico del Soviet supremo di UE-BCE:
    “L’Italia ha adottato la legge di bilancio, dopo lunghe discussioni e momenti difficili. NE SEGUIREMO ATTENTAMENTE L’ESECUZIONE”.
    (Moscovici)

    Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte:
    Nulla cambia; la repubblica delle banane – quella che ha distrutto la Sovranità Nazionale dell’Italia – è irrimediabilmente sotto commissariamento della Entità disgregante, usuraia, antinazionale meglio nota come UE-BCE.

    Caporali Conte, Salvini, Dimaio, att-tenti!
    Passa il vero capo della repubblica delle banane; il Presidente Moscovici.

  3. Maurizio Canosci ha detto:

    Mi sembra interessante ciò che ho letto su noreporter.org e che riporto qui integralmente.

    Buon anno del Centenario !

    SCRITTO DA GABRIELE ADINOLFI
    MARTEDÌ 01 GENNAIO 2019 00:00

    Ma proviamo a sapere almeno di cosa parliamo

    Oggi entra il 19, l’anno del Centenario.
    Il Centenario della fondazione dell’Associazione degli Arditi, il Centenario della fondazione dei Fasci di combattimento, il Centenario dell’Impresa di Fiume.
    Le commemorazioni si sprecheranno; tra ubriacature, proclami e interpretazioni approssimative, sarà necessario tenere dritta la barra. Perché non si può mummificare tutto e neppure è consentito strumentalizzarlo, deformandolo, al solo fine di giustificare le proprie sbandate odierne. Sarà quindi indispensabile sottolineare che si trattò non del nazionalismo (o del sovranismo come si dice ora), ma dell’avvento del nazionalismo rivoluzionario, il che non è un dettaglio. La valenza rivoluzionaria sia spirituale, sia sociale, sia esistenziale, del nazionalismo, che venne considerato da Mussolini come il superamento del classismo che definì reazionario, va enfatizzata, con tutto quello che apportò come processo storico.

    Il 1919 segnò il passaggio dalle trincee inter-europee alle trincee nazionali. I guerrieri che si erano combattuti con eroismo, una volta tornati nelle proprie terre, si ritrovarono alle prese con pacifisti, borsisti neri, usurai, canaglia di ogni tipo, e si schierarono su due fronti. Combatterono la Sovversione con un forte tributo di sangue ma al tempo stesso la Reazione in tutte le sue forme. L’internazionale dei nazionalismi sbocciò in quell’anno facendo fronte agli internazionalismi dell’odio e dell’oro. E spesso vinse.
    Di qui le rivoluzioni nazionali e l’acquisizione di una coscienza d’identità europea che poi sarebbe fiorita sul Fronte dell’Est e avrebbe consegnato ai posteri un’avanguardia di prim’ordine.
    Europa Nazione fu il suo motto e divenne il suo verbo e ancora una volta essa andò avanti, oltrepassando tutti gli internazionalismi contro cui incrociò ancora le spade.

    Bisogna essere consapevoli di tutto ciò e recuperarne lo spirito aggiornandone la lettera, perché il 2019 sarà un anno pieno di sfide che non sono elettorali se non in minima parte.
    Sfide internazionali che segneranno il futuro dei nostri popoli, sfide europee che determineranno il futuro del populismo, sfide italiane il cui esito ci dirà se abbiamo ancora un senso, come popolo, come nazione e come nostra vocazione d’avanguardia.

    Il 2019 dovrà essere l’anno di consolidamento della minoranza rivoluzionaria e di un notevole avanzamento di quella rivoluzione culturale che ci dovrà consentire di avere un ruolo significativo negli eventi politici. A quello che fino ad oggi è soltanto un dissenso popolare diffuso, fondato sulla delusione e sulla reminiscenza del buonsenso, serve come il pane un’avanguardia politica che ancora manca.
    A tutti serve quanto prima una nuova coniugazione del verbo per approdare a qualcosa che possiamo definire come sovranismo europeo di spirito ardito e di matrice ghibellina.

    Buon 2019! A noi.

  4. Alter ha detto:

    Salvini che abbaia non morde.

    Approfittando della sua assenza, il restante 50% del governo di cui Salvini fa parte (e cioè dimaio e conte) ha calato le braghe davanti alle navi della flotta scafista Ong.

    Ora i Boss trafficanti libici, e le Ong che li supportano, sanno che la capacità di resistenza del “Governoconte” ai loro Ignobili Ricatti, è di un paio di settimane.
    Entro fine mese altre navi scafiste Ong si presenteranno nuovamente a suonare il campanello.

    Salvini, – se non vuole passare alla storia come il “Can che abbaia” – ha una sola via di uscita; porre fine al “”Governoconte”.
    Il “Governoconte” la farsesca, caotica creatura a tre teste uscita dalle ultime “elezionidemokratike” della ancora più farsesca e caotica repubblichetta delle banane.

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