Piazza Sansepolcro.

Il 23 Marzo di un secolo fa il socialismo nazionale iniziò la sua utopica ascesa alla guida della Nazione Italia attraverso lo spirito indomito, ribelle, avventuristico, romantico, ideale di poche decine di Uomini a cui oggi non possiamo altro che declamare poche righe di ricordo perché incapaci di saperli onorare come essi meriterebbero. Certo la colpa sta tutta nella guerra perduta ma non vogliamo cercare alibi e scuse; la colpa é tutta e sola nostra di uomini oggi inabili a metterci a confronto di coloro che seppero fare la Storia. E quando scriviamo “nostra” indico tutta la realtà e Comunità umana che dal 1945 in poi – salvo rare eccezioni – ha solo vissuto di nostalgismo, di becero folclore, di incapacità intellettuale ottusa ancorandosi a valori reazionari anziché nazionalrivoluzionari e – purtroppo – affidandosi spesso ed il piu’ delle volte a capi immeritevoli se non infami.

Non parliamo nemmeno dei rinnegati adoratori dell’atlantismo più servile !

Ma rimaniamo fieramente ottimisti che uomini piu’ capaci di noi nella loro esuberante giovinezza – e ci auguriamo educati ed acculturati alla dottrina ideale che umilmente cerchiamo di tenere viva – potranno e dovranno onorarli in maniera piu’ consona

Camerati di Piazza Sansepolcro: PRESENTI, PRESENTI, PRESENTI !!!

Ufficio Politico

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7 risposte a Piazza Sansepolcro.

  1. Francesco Retolatto ha detto:

    “Si può passare dalla tenda al palazzo a condizione che si sia pronti a passare dal palazzo alla tenda. Altrimenti avremmo ricchezza di mezzi e povertà di spirito. Bisogna avere la massima ricchezza di spirito, cioè essere ricchi del nostro coraggio nel senso della fedeltà, del dispregio dei luoghi comuni e di tutte le scempiaggini ideologiche di un mondo che noi abbiamo irreparabilmente disfatto»(Benito Mussolini)

     

  2. Maurizio Canosci ha detto:

    SCRITTO DA COMITATO PRO CENTENARIO
    MARTEDÌ 26 MARZO 2019 01:54

    Il primo Centenario dei Fasci di Combattimento

    Sabato 23 marzo, un Secolo dalla Fondazione dei Fasci di Combattimento.

    Il Comitato Pro Centenario dà notizia delle iniziative di cui è stato partecipe o di cui ha ricevuto comunicazione. Intendiamo, ovviamente, le iniziative palesemente e apertamente destinate a quella commemorazione.

    A Milano, nel giorno del Centenario, in modo unitario e senza fare a gara nell’ostentazione delle appartenenze .

    Cimitero Monumentale

    Una rappresentanza di trecento persone venute da tutta Italia, e anche dalla Francia, senza divisioni partitiche o tribali, ha reso omaggio ai Martiri della Rivoluzione Fascista. L’omaggio, promosso dalle realtà associative Memento e Continuità, ha avuto luogo nel Cimitero Monumentale di Milano, al cospetto del Monumento ai Martiri proprio nel centenario della Fondazione, tra mille polemiche.
    Il Monumento, opera dello scultore Armando Violi e inaugurato nel 1925 alla presenza di Benito Mussolini, raccoglie nella cripta le salme degli Squadristi milanesi caduti nel biennio rosso: tale opera è stata oggetto di un restauro realizzato grazie ai fondi donati all’Associazione Memento dall’industriale milanese Carlo Vichi, storico proprietario dell’azienda MIVAR di Abbiategrasso.
    A lungo si è avuta una situazione di stallo. L’ingresso del Monumentale era stato occupato da alcune decine di antifascisti, per lo più pensionati dell’Anpi, che intendevano impedire la cerimonia, certo non loro direttamente, ma con l’interposizione della forza pubblica che, per salvaguardare l’ordine, ci avrebbe negato l’ingresso. Dopo oltre due ore di tira e molla e di continui rifiuti da parte nostra di accedere al Cimitero alla chetichella per vie laterali, i pensionati hanno abbandonato il campo e siamo entrati dall’ingresso principale. La commemorazione ha avuto luogo dove e quando volevamo.

    Piazza San Sepolcro

    La consueta provocazione antifascista, furba e vile nella sostanza, intendeva negarci l’accesso nella piazza della fondazione dei Fasci di Combattimento. Da mesi era stata organizzata una kermesse antifascista nel Commissariato di piazza San Sepolcro, quindi l’accesso ci era precluso, ovviamente non dagli antifa ma dalle guardie (ci sono nella piazza Questura, Comando dei Carabinieri e dei Vigili Urbani).
    Mattina: una passeggiata futurista dei ragazzi del Blocco Studentesco, che hanno però fatto la scelta di firmare l’azione con la propria sigla, si è svolta presto, sette ore prima del convegno antifa.
    Pomeriggio: Alle 17, durante il convegno antifa, siamo riusciti ad accedere alla piazza e a rendere omaggio floreale al luogo e alla storia.
    Serata: Alle 19,30, a kermesse terminata, abbiamo ulteriormente fiorito la piazza, chiudendo il cerchio e dimostrando che nessuno ci taglia fuori.

    Via Paolo da Cannobio

    La sede del “covo” di Mussolini. Per accedervi agevolmente abbiamo scelto quindici persone, da sette diverse regioni d’Italia. Giunti al “covo” e deposto un mazzo di fiori, abbiamo deciso di tributare un silenzioso saluto romano al luogo e alla storia. Alcuni passanti si sono uniti al saluto.

    Al centro, nella Milano di oggi

    Allo spazio Ritter, in via Maiocchi 28, si è svolta la Festa di Primavera.
    Alle 15:18 si è tenuta la presentazione del libro di Fausto Sparracino “23 Marzo 1919 Piazza San Sepolcro. Centenario della fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento” edito dalla Ritter. Con interventi dell’autore, di Paolo Pisanò e Valerio Zinetti.
    A seguire si è tenuta l’assemblea “Cent’anni di Giovinezza”, gestita da Gabriele Adinolfi, Lino Guaglianone e Marco Valle.
    Alle 19:19 il rompete le righe

    Roma

    Già alla vigilia, il 22 marzo, mattina, al cimitero Verano, si è tenuta una visita sulle tracce dei caduti della Rivoluzione fascista. Infatti, non tutti sanno che la Cappella dei Martiri fascisti – che ancora aspetta un intervento di restauro risolutore – venne vilipesa dopo la guerra e le salme ivi conservate disperse. Non solo quelle dei dodici Martiri raccolti nel 1933, ma anche quelle dei caduti della RSI romani che, nel primo semestre del 1944, vennero ugualmente inumate nella Cappella, come simbolo di continuità ideale.

    Dopo aver sostato davanti alla tomba monumentale dell’On. Armando Casalisini, Segretario del Partito Repubblicano passato ai Fasci, assassinato da un comunista in rappresaglia all’omicidio Matteotti; alla dimenticata tomba del giovane sedicenne Duilio Guardabassi, anche lui ucciso dai bolscevichi (prima della Marcia su Roma); e al sepolcro di Angelo Scambelluri (tra i fondatori del Fascio romano) deceduto a seguito di una grave ferita riportata durante gli scontri di San Lorenzo; è stata raggiunta un’area sconosciuta ai più dove, in due loculi separati, riposano i caduti della RSI e i caduti della Rivoluzione un tempo raccolti nella Cappella dei Martiri fascisti.

    Il 23
    Omaggio ai Caduti al Campo della Memoria (Nettuno); conferenze e musiche a Roma come spiegato al link:

    http://www.azionetradizionale.com/2019/03/24/onoriamo-gli-eroi-custodiamo-il-fuoco-commemorazione-23-marzo-1919-2019/?fbclid=IwAR1ly4e9rfi8MkVqUfNJfHxsctEos9bhTQPWqrW9JwrmKxkpbHOxTR3j6dE

    In mattinata alla libreria Hora Felix, Massimo Finucci, Clarissa Bafaro e Cristiano Ruzzi hanno parlato de “Dopo la Vittoria. Dalla Trincea a San Sepolcro”. Organizzato da Le Frecce edizioni e Magnitudo Italia.

    In serata a Piazza Venezia una geniale azione di squadrismo mediatico come non se ne vedevano più da quindici anni, è stata fatta aggirando i controlli per la visita del Presidente Cinese:

    https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/03/23/immagini-del-duce-palazzo-venezia-video_TXQTMcyPR8hn68wEVgyOhM.html

    e ancora:

    https://www.google.com/amp/s/www.giornalettismo.com/archives/2698514/azione-frontale-palazzo-venezia/amp?espv=1

    ………………

    Perugia

    La sezione Arditi di Perugia ha visitato le tombe degli Arditi Borghesi e Grilli e del Comandante Paracadutisti “Folgore “ Ettore Cacudi medaglia d’argento ad El Alamein nel corso del Centenario della fondazione dei Fasci ed Arditi d’Italia .

    ……………………

    Brescia

    Alle 20:30 all’Hotel Master di Brescia, Gabriele Adinolfi ha condotto la discussione sul recupero delle radici ideali, filosofiche ed esistenziali che ci collegano a cent’anni di distanza.

    ………………..

    Inoltre

    Manifesti e striscioni sono stati affissi in varie città italiane, quali Trento, Varese, Vicenza.

    Infine delle iniziative politiche o musicali su temi diversi si sono tenute a Prato e a Milano da parte dei principali movimenti d’area.

    Attendiamo ulteriori comunicazioni di iniziative locali riguardanti il Centenario.

  3. Alter ha detto:

    Quegli UOMINI, e quelle DONNE – forgiati al calor bianco della prima guerra mondiale- sapevano morire e sapevano uccidere per una Causa.
    Oggi noi NO.
    E’ tutta qui la differenza.

  4. Francesco Retolatto ha detto:

    Esattamente.

  5. Alter ha detto:

    Chi – dall’altra parte dell’Atlantico – oggi sogghigna divertito alla orride barbarie bolsceviche del secolo scorso, meriterebbe di subire la medesima capriola.
    Shame on you Jim Carrey.

  6. Alter ha detto:

    Il prossimo 25 aprile cade l’ennesima occasione buona per ricordare ancora una volta ai crepuscolari falsari della Storia d’Italia (quelli che da oltre settant’anni cercano pateticamente di accreditare alle bande terroristiche filobolsceviche, la presa delle città del nord Italia) CHI veramente consegnò la penisola nelle mani delle Potenze straniere angloamericane.

    Karl Wolff è il vero artefice della “liberazione” del 25 aprile.
    Karl Wolff; l’allora Comandante supremo delle SS e della polizia in Italia.
    Karl Wolff; il massimo rappresentante del cosiddetto “Male Assoluto” in Italia.

    E’ Karl Wolff che nell’inverno del 1945 incontra ripetutamente in Svizzera (ed infine il 19 marzo ad Ascona sul Lago Maggiore) il responsabile OSS Dulles e gli altri alti papaveri alleati, per concertare la propria – e quella degli alti comandi dell’armata tedesca attestata sul Po – personale salvezza.

    Il 25 aprile, il Comandante supremo delle SS in Italia Karl Wolff, (piantate in asso le divisioni tedesche dell’Armata C, e gli Alleati italiani della RSI), è già al sicuro in Svizzera.
    Karl Wolff verrà magicamente “esonerato” dal rispondere del proprio operato, nella farsa giustizialista del processo di Norimberga.

    E ubbidientemente (mai infastidire i propri Signori e Padroni stranieri) la repubblichetta delle banane – la pulciosa sguattera delle Potenze straniere vincitrici dell’ultimo conflitto mondiale – si guarderà sempre molto bene dal chiedere l’estradizione in Italia del Capo delle SS.

  7. Jimmy spidifreddi ha detto:

    Gradirei un vostro contatto telefonico in quanto vorrei iscrivermi e militare assieme a voi. Sono di Milano per fav datemi un contatto telefono io coi social sono imbranatissimo. In alto i cuori e grazie

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