Gli Accattoni

USN tess 2017Quanto sta accadendo in questi giorni intorno al polo  siderurgico più grande d’Europa ci da la misura della inconsistenza e della inadeguatezza di una classe politica – di governo e di opposizione –  incapace di  gestire e risolvere una questione di vitale importanza strategica all’interno di una crisi aziendale che vede interessi contrastanti tra il lavoro e la salute dei cittadini. La mancanza di un progetto condiviso nell’interesse della comunità nazionale, l’instabilità permanente nella guida del paese Italia, richiamano l’attenzione su responsabilità vicine e lontane, oltre che collettive anche di sistema. In tale contesto particolare non possiamo non menzionare un signore che risponde al nome di Romano Prodi. Questo personaggio –  nome d’arte <mortadella > – ci richiama alla mente una sigla: I.R.I. – Istituto per la Ricostruzione Industriale.,  di cui lo stesso è stato presidente nel momento in cui era necessario difendere una Istituzione invidiata e copiata da altri paesi.

Per comprenderne l’importanza occorre ricordare che si tratta di una Impresa pubblica istituita con R.D. 23 gennaio 1933 con funzioni di politica industriale per far fronte alla crisi bancaria e industriale dell’economia italiana in conseguenza del crollo di Wall Street del 1929. Al centro della crisi vi erano le tre maggiori banche (Banca Commerciale – Banco di Roma- Credito Italiano), banche miste con funzioni sia di banche commerciali che di investimento anche con partecipazione al capitale delle imprese. Tale Ente pubblico nacque quindi con il compito di affrontare il problema del risanamento bancario e al tempo stesso di procedere alla riorganizzazione delle partecipazioni nelle imprese che erano detenute dalle tre banche. La guida dell’Ente fu affidato a Beneduce, tecnico e amministratore di alto profilo morale e professionale.

A suo tempo aveva collaborato con Nitti, poi ministro del governo Bonomi, deputato socialista riformista, aveva abbandonato la politica dopo il 1922 e non era iscritto al Partito Nazionale Fascista. Il <dittatore Mussolini> non ebbe esitazione a chiamare un tecnico di indubbia capacità e prestigio, indipendente da interessi particolari. A  sua volta Beneduce,  chiamò come collaboratore Donato Menichella che nel 1934 fu nominato Direttore generale. Con l’istituzione dell’I.R.I. fu realizzata una complessa operazione articolata in due grandi interventi:

1) riorganizzazione del sistema bancario, con la separazione fra banche commerciali e banche di investimento (provvedimento che sarebbe utilissimo ancora oggi soprattutto a tutela dei risparmiatori !), rafforzamento del ruolo di regolazione e vigilanza della Banca d’Italia, funzioni che furono sancite con la nuova legge bancaria del 1936;

2) Riallocazione delle partecipazioni di controllo detenute dalle tre maggiori banche nelle imprese. Per una parte di queste fu realizzato il trasferimento oneroso a carico dei privati, mentre per quelle ad attività che presentavano caratteristiche di interesse nazionale furono mantenute statali. Il 24 giugno 1937 l’I.R.I., divenuto Ente permanente fu strutturato in due sezioni:

A)- sezione bancaria con le tre banche definite <banche di interesse nazionale >, cui fu assicurata stabilità della maggioranza di controllo del capitale azionario ma con autonomia di gestione;

B)- sezione industriale costituita dalla partecipazione di controllo delle imprese (sia industriali che dei servizi) trasferite dalle banche. Al centro del sistema l’I.R.I., controllata al 100% dal TESORO , che assunse la forma di Ente pubblico di Gestione. Importante ricordare che la gestione delle imprese venne condotta al principio della redditività. Certo che, per i risultati che a suo tempo vennero ottenuti e che consentirono all’Italia il superamento della crisi del 1929 nel migliore dei modi possibili anche a confronto con gli altri parsi europei, fu necessario che alla dirigenza di tutto il complesso che ruotava intorno all’I.R.I. vi fossero degli uomini competenti e onesti, e non gli <accattoni> che hanno la pretesa di guidare il paese Italia oggi.

Oltre a ciò occorre valutare l’importanza di aver inserito questo modello organizzativo in un sistema istituzionale a base corporativa. Ma, al di là degli accattoni, frutto del sistema turbocapitalista e usurocratico, non c’è più l’I.R.I., è stata liquidata, dismessa, come pure tutta la struttura portante dell’Ente. Anzi, per la VERITA’, non c’è più nulla che appartenga al <popolo sovrano >. Nel merito è opportuno ricordare agli immemori una data ben precisa che ha segnato una svolta epocale per la colonia Italia: il 2 giugno 1992, sul panfilo della regina Elisabetta Royal Yacht <Britannia >, fu deciso di avviare la privatizzazione dell’Italia. Ospiti Ciampi, Andreatta, ( i due che hanno deliberato la separazione del Tesoro e la Banca d’Italia !),  Prodi, i vertici di ENI, IMI, INA, COMIT, le aziende di Stato e le partecipate al gran completo.

In un angolino – guarda, guarda anche GRILLO. Si, proprio il mentore del 5 Stelle, il <vaffa   nazionale   >. Ad introdurre la discussione Mario Draghi, allora Direttore Generale del Tesoro.   Si stava preparando l’ingresso del paese Italia nella <moneta unica> con la conversione così disastrosa che tutti ormai conosciamo. Il gruppo I.R.I. fu smembrato e messo in <s-vendita >. Ebbe così inizio l’era del <tutti colpevoli, nessun colpevole !>.   Un esempio: D’Alema, arrivato al governo alla fine del 1998, patrocinò la cessione di Autostrade alla famiglia Benetton. Chi lo ricorda più ? Le dismissioni proseguirono per una ventina di anni. Gli obiettivi promessi: ridurre il debito pubblico, rendere più efficienti e competitivi i settori in via di privatizzazione, aumentare l’occupazione.

Il bilancio ad oggi: fallimentare ! Il debito pubblico quadruplicato e ormai fuori controllo ( del resto non occorre essere scienziati per comprendere che non potendo lo Stato emettere moneta e dovendo ricorre alla moneta a debito si subisce l’effetto usura ), l’occupazione, un disastro con milioni di disoccupati, sottoccupati e sfruttati. La speranza di creare colossi italiani privati, un miraggio. I vantaggi promessi ai consumatori con l’abbassamento delle tariffe ormai affondato dalla tendenza delle aziende ad accordarsi in monopoli consistenti. Gli effetti di tutti questi elementi negativi sono il progressivo impoverimento dei cittadini con il risultato dell’allargamento della forbice tra i molti poveri e una minoranza di sempre più ricchi, con la sparizione della classe media e una proletarizzazione al ribasso della massa dei cittadini-sudditi. A questo punto ammettere che le privatizzazioni e l’ingresso nella moneta unica sono state un fallimento, sarebbe stato per lo meno onesto ed opportuno. Ma sperare in una autoanalisi da  <parte degli accattoni > sono convinto che sia vana attesa.  Voglio concludere con una <provocazione>:  a quando un processo di NORIMBERGA in Italia ?

Stelvio Dal Piaz

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7 risposte a Gli Accattoni

  1. Giovanni Garotti ha detto:

    L’ €, è una truffa, quindi un crimine.

  2. Alter ha detto:

    Piazzale Loreto:
    I Colpevoli ancora viventi (e sono tanti) della completa svendita della Nazione Italia, e del Popolo Italiano, vanno appesi per i piedi a Piazzale Loreto.

  3. Giovanni Garotti ha detto:

    Va bene anche un altro luogo

  4. Alter ha detto:

    Piazzale Loreto è il Luogo Simbolo della disumana dannosità della repubblichetta delle banane “antifasciste”.
    Il Luogo Simbolo in cui i “democ-rattici” al soldo di Porco Stalin ed anche quelli al soldo dei Porci roosevelt/truman e Porco churchill, non ebbero pietà di poveri cadaveri.
    Poveri cadaveri mitragliati, sputati, pisciati, smerdati, calpestati, denudati, derisi, appesi per i piedi, ed ancora colpiti in tutti gli inumani modi possibili.

    Benito, Claretta e gli altri condannati, Subirono Tutto.
    Tutto, tranne un regolare Processo “democratico”.
    Queste sono le pestilenziali fondamenta della infame repubblichetta del Disonore.
    I Parassiti peninsulari al soldo di stalin, roosevelt/truman e churchill, non ebbero pietà del cadavere di Claretta.
    Cosi facendo dannarono per sempre se stessi e la loro pretesa “superiorità” morale.

    Piazzale Loreto è oggi più che mai, il Luogo Simbolo.
    Il Sacro Lavacro cui devono necessariamente passare (capovolti ed appesi) gli attuali immondi Traditori della Nazione Italia e del Popolo Italiano.

  5. PieroValleregia ha detto:

    buonasera,
    a proposito di Piazzale Loreto e, di ciò che lo ha generato (l’8 settembre 43) potete dirmi dove posso trovare il testo integrale dell’armistizio (resa senza condizioni) ? ho provato in rete ma non ho trovato soddisfazione.
    Potete istradarmi correttamente ?
    un grazie in anticipo a chiunque mi risponderà
    un saluto
    Piero e famiglia

  6. Alter ha detto:

    A 76 anni dagli eventi, sarebbe ora che i meloni, i salvini etc. etc. i “sovranisti” senza palle, (ma con la pancia ed il portafoglio belli pieni) che poggiano i loro deretani sulle comode poltrone del “Parlamento” della repubblichetta delle banane antifasciste, esigessero la completa pubblicazione di TUTTE le clausole armistiziali relative alla seconda guerra mondiale.

    Perchè, senza la pubblicazione di quei tragici, destrutturanti, ma di quale “sovranità” blaterano?
    A, dimenticavo; loro sono tutti convintamente “Ammerigani”.

  7. Alter ha detto:

    A proposito di “vecchie” clausole armistiziali:
    Cinque incursori italiani feriti in Iraq.
    Un velivolo a pilotaggio remoto italiano, abbattuto in Libia.

    La repubblichetta delle banane ha trascinato l’Italia in una sequenza di decennali guerre altrui, senza fine e senza la minima utilità geo strategica nazionale.

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