Socialismo Nazionale contro Nazionalconservatorismo

Gli ultimi avvenimenti di politica sia estera che interna aiutano ad effettuare una analisi sulle profonde ed inconciliabili diversità che intercorrono fra il concetto di Socialismo Nazionale e quello – tornato di moda recentemente – di Nazionalconservatorismo. Del primo, oltre a questa organizzazione politica, sono ben pochi a poter parlare, mentre nel secondo caso la nozione accomuna sempre più soggetti politici, due rimanendo in Italia, ovvero la Lega, (non più Nord, secondo il volere del “Capitano”) e Fratelli d’Italia (ma anche Fratelli degli Usa). Queste due forze parteciperanno, insieme ad altri partiti europei, ad un convegno su quali prospettive questo conservatorismo nazionale voglia darsi, occasione, questa, nella quale interverranno anche giornalisti afferenti all’area del centro-destra.

Un lettore superficiale soffermandosi unicamente sulle mere parole potrebbe pensare che le due definizioni politiche, avendo in comune il termine nazionale, differiscano “soltanto” per la visione economica della società, l’una “di destra”, l’altra socialista.

E’ evidente che non si può ridurre tutto all’economia: per comprenderlo basta analizzare che cosa intende l’estrema destra per nazionale e quale significato da alla parola conservatorismo: quando i partiti chiamati ultranazionalisti parlano in termini “nazionali” intendono la nazione non come una comunità di popolo edificata su uno Stato organico, come uno spazio geografico nel quale giornalmente una stirpe scrive la propria storia rinnovandosi negli individui ma restando immutata nelle sue fondamenta identitarie bensì come questo tipo di nazione, capitalista e liberale.

Ed è proprio quest’ultima che costoro intendono conservare: la parola conservatorismo in tal senso non deve trarre in inganno; non si tratta di andare indietro alla ricerca della tradizione di un popolo, ma della volontà di preservare lo status quo. Ecco perché in definitiva il conservatorismo nazionale o nazionalconservatorismo che dir si voglia non è altro se non l’aspirazione a mantenere l’attuale regime, seppur malamente condita, nominalmente e non, da riferimenti all’inno nazionale come accade da noi.

La verità di quanto affermato si svela quando si va a vedere cosa intendono persone come Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Orban, Marion Marechal-Le Pen o, spostandoci di continente, Bolsonaro (o peggio ancora Guaidò e la neopasionariareazionaria boliviana), le cui simultanee esplosioni di consenso non sono frutto del caso ma della volontà dei manovratori che, attraverso il falso scontro sovranisti/ progressisti mantengono inalterato il loro controllo sull’Europa e sul mondo, con “sovranità nazionale”.

E’ chiaro che se il concetto di nazione della destra è quello sopra delineato non può che poggiarvisi sopra un sovranismo “senza senso”. O meglio, un senso questo tipo di sovranismo ce l’ha pure, peccato che sia quanto di più nefasto per i popoli: infatti, i sedicenti sovranisti non contrappongono all’attuale schema dell’Unione Europea, che sicuramente è prettamente economicista, ancorato alla logica transnazionale propedeutica all’instaurazione del progetto mondialista, e quindi profondamente sbagliato, la formazione di una confederazione europea nella quale gli Stati Nazionali, nella comune identità continentale mantengono inalterate le proprie; essi non vanno oltre la scomposizione dell’unità tra gli Stati: intenderebbero quindi trasformare le nazioni in tante piccole monadi, scenario ideale per superpotenze come quella statunitense e quella israeliana capeggiate in questa fase anch’esse da due “sovranisti”, che non vedono l’ora di mangiarsi, in uno scenario di competizione globale che avoca la necessità della costituzione di blocchi omogenei, quelli che diventerebbero soltanto dei pesci piccoli orbitanti nel Mediterraneo.

Chi persegue la sovranità della propria Nazione deve augurarsi che anche le altre la acquisiscano, per poter meglio cooperare in futuro, tutto il contrario di quanto fa un’estrema destra atlantica, liberale, liberista in economia, nei cui gangli si annidano il repubblicanesimo ed il sionismo peggiore, che invoca ricette economiche britanniche o statunitensi che hanno già decenni fa dimostrato di essere fallimentari.

Si tratta del braccio destro del capitale, con cui noi non vogliamo avere proprio nulla a che spartire. Siamo consapevoli che oggi c’è poco o nulla da conservare e molto da costruire e convinti del fatto che, nella fase più acuta del passaggio verso il mondialismo, a cui si vuole arrivare in maniera molto veloce come dimostrano gli ultimi accadimenti in Bolivia, Venezuela ed Iraq, attraverso i quali si vogliono mettere a tappeto gli ultimi stati “resistenti”, ogni nazionalismo non possa prescindere dall’anticapitalismo, essendo proprio il capitalismo il predatore delle nazioni.

Solo annientando un sistema di sfruttamento il popolo può rinascere e diventare sovrano, per avere, in futuro, uno Stato Socialista e Nazionale, l’unico che valga la pena di CONSERVARE.

D.P.

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11 risposte a Socialismo Nazionale contro Nazionalconservatorismo

  1. Alter ha detto:

    L’unica cosa che i “conservatori” della specie salviniana o meloniana sono interessati a mantenere immutata, è la loro parassitaria posizione privilegiata di sanguisughe partitocratiche.
    Essi sono parassiti partitocratici; fetide sanguisughe attaccate alle giugulari del Popolo Italiano.
    Parassiti, assolutamente identici alle altre sanguisughe partitocratiche; quelle “progressiste”.

  2. Alter ha detto:

    Decine di tagliagole islamisti del contingente militare trasferito da Erdogan a Tripoli direttamente dalla Siria per sostenere il camorrista scafista libico Al Saraj, appena giunti a destinazione hanno utilizzato le collaudate rotte scafiste, per attraversare il Mediterraneo e giungere in Italia.

    Bazzecole di nessun interesse per conte e dimaio; i parassiti partitocratici governativi, impegnati nell’impresa di mantenere i loro deretani incollati alle poltrone.

  3. PieroValleregia ha detto:

    salve
    difatti non partecipo ai “ludi cartacei” da ormai diversi anni; una domanda all’autore dell’articolo o a chiunque vorrà rispondermi: di Putin che ne pensate ? a me aggrada
    un saluto
    Piero e famiglia

  4. Maurizio Canosci ha detto:

    @ Piero; non siamo “tifosi” di nessuno perché ci piacerebbe una Italia ed una Evropa veramente ed unica potenza continentale senza padroni e padrini asiatici od atlantici comunque occorrerebbe dialogare piu’ con Putin e la Russia piuttosto che continuare a prendere ordini da Washington……..

  5. stelvio dal piaz ha detto:

    vorrei solo ricordare il deferente vassallaggio della Lega nei confronti dello stato colonialista di Israele. le nuove leggi liberticide affermano che chi non difende Israele è accusato di antisemitismo. vorrei conoscere l’opinione della dirigenza di Casa Pound e di Forza nuova nel merito, visto che hanno partecipato con entusiasmo alle manifestazioni del centro-destra

  6. Alfredo Ibba ha detto:

    Piero, Vladimir Putin dovrebbe essere parte della piramide massonica destrosa reazionaria, in conflitto con l’ altra piramide massonico gesuita fintamente progressista. Putin sarebbe insomma parte del conglomerato mondialista di cui farebbero parte Netanyahu, Bolsonaro, Boris Johnson, il Partito Repubblicano Americano per intenderci. Soprattutto, bisogna guardare che modello vige in Russia, beh, il modello di uomo e di economia non è diverso da quello occidentale, per certi versi è peggio mi sa: consumismo, corruzione, liberismo social-darwinista, classi dirigenti ricchiste e sfacciate nel loro credersi ricconi e privilegiati.

    Per Stelvio Del Piaz: Casapound e Forza Nuova? Magari diranno qualcosa di contro, ma tanto per tenere qualche militonto, Casapound credo non dirà nulla tra l’ altro. Sono un pò filo-israeliani.

  7. Anonimo ha detto:

    Tra l’altro la Russia vetero – comunista prese parte integrante alla spartizione del mondo, dopo la seconda guerra mondiale, con la costruzione del muro (oggetto sacro) di Berlino e l’invenzione dei due blocchi- occidentale e orientale. Questa divisione, con la supervisione del pianto che paga, è ancora del tutto attuale anche se rivisto da un punto di vista formale. La prova sta nel fatto che russia e america sono ottant’anni che se le promettono e poi se ne vanno a braccetto insieme anche nello spazio. L’unica cosa che li divide è il controllo dei canali di approvvigionamento del petrolio e del gas. Da qui la spartizione dei paesi asiatici ricchi di queste materie prime. Pecunia non olet si diceva ai tempi in cui l’itaglietta era abitata da ben altri personaggi che non da insulsi burattini senza filo.

  8. Alter ha detto:

    La farsa elettorale si è conclusa nel solito modo.
    Tutto come prima.

    Giggino “Capitan Schettino” dimaio (abbandonando il timone della bagnarola ortottera incagliata, giusto prima delle elezioni) ha consegnato il naufrago elettorato grillico nelle mani del Partito Delinquente, decretandone in questo modo il ritorno “nell’alveo” elettorale originale; quello sinistronzo.

    Il Grande Scampanellatore (l’ex Ministro degli Intestini della repubblichetta dei tortellini/mortadelle), ha terminato la sua campagna popolar-elettoralistica facendo leva sui temi della sicurezza, omettendo ovviamente di ricordare che questa è competenza statale, non regionale.
    L’ex ministro degli intestini sperava evidentemente di far dimenticare (ai meno allocchi tra gli elettori emilian-romagnoli) che, fino a pochi mesi fa, era proprio Lui il Grande Manovratore delle leve della “sicurezza” della repubblichetta delle lasagne.

    E “Giuseppi Il Camale(c)onte”, ha voluttuosamente pontificato sulla sconfitta “Delledestre”.
    Assai ipocrita lo Smemorato di Volturara Appula; colui il quale spera così di far dimenticare agli Italiani di essere stato fino a ferragosto il convinto Presidente del Consiglio di un governo che aveva come secondo azionista di maggioranza del suo governo proprio la Lega; il primo partito “Delledestre”.

    Da questo punto di vista l’elettorato calabrese si è dimostrato infinitamente più maturo, avendo confermato ancora una volta l’unica opzione non violenta ancora possibile oggi nell’Italia infestata della partitocrazia parassitaria del Pumm, il Partito Unico dei “Magna Magna”:
    L’Astensione democratica.

  9. Alter ha detto:

    Brexit; game over Ue.
    L’Inghilterra abbandona l’orrida Eurosoviet, la lascia tramontare alle sue spalle.
    Ed Altri seguiranno.

    Emblematica la scenetta finale, che testimonia ancora una volta l’odio anti nazionale, anti popolare, anti identitario che trasuda da ogni angolo della sordida, grigia tana UE.

    Il discorso di addio di Nigel Farage si è concluso con l’esposizione di alcune piccole, discrete bandierine britanniche.
    E la patetica gerarchessa eurosovietica di turno – nulla di meglio ha pensato – che intimare ai legittimi rappresentanti inglesi, di nascondere Il Simbolo stesso della loro Nazione…

    Si è trattato di un riflesso condizionato della declinante utopia europoide.
    Lo spasmo di una Rana Morta.

  10. PieroValleregia ha detto:

    salve a tutti
    grazie delle risposte
    un saluto
    Piero e famiglia
    ps: per quanto non ami particolarmente gli inglesi oggi vorrei essere inglese

  11. PieroValleregia ha detto:

    salve
    grazie a tutti per le risposte; non amo particolarmente gli inglesi ma oggi vorrei essere inglese
    un saluto
    Piero e famiglia

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