R2020 – VAFFADAY RELOAD ?

Eravamo stati i primi a congratularsi e felicitarsi con le coraggiosissime parole pronunciate da Sara Cunial in Parlamento durante quelle giornate in piena quarantena in cui ogni cosa sembrava volgere per il peggio. Non è che oggi le cose siano cambiate di molto, ma quantomeno sono passate delle settimane da quel discorso durante le quali abbiamo avuto l’occasione di seguire l’evoluzione della Cunial e del suo nuovo soggetto politico. A parte la genuinità di Sara e la presentabilità e pacatezza di Barillari, non possiamo dire lo stesso del terzo socio Ivan Catalano che sembra un Po più nell’ombra o  dietro le quinte rispetto agli altri due. Anche la sua giovane carriera parlamentare non è del tutto rassicurante (Scelta Civica, Gruppo Misto, Partito Liberale Italiano) e ciò ci porta a pensare che potrebbe dettare una direttrice economica liberista al neomovimento, argomenti su cui Cunial e Barillari sembrano avere meno familiarità e dimostrano meno interesse.

Rimaniamo stupiti dalla gran quantità di gente che R2020 è riuscita a mobilitare poche settimane fa sia alla manifestazione di Firenze e sia alla recente due giorni tenutasi a Roma, per la quale addirittura sono esauriti da tempo i biglietti per parteciparvi, venduti come fossero tagliandi per un concerto considerando anche la messa in scena di spettacoli artistici che, tra l’altro, hanno lasciato quantomeno dubbiosi e scettici alcuni di quelli che hanno partecipato all’evento.

Rimaniamo altresì stupiti, questa volta negativamente, nello scoprire che la registrazione del dominio del sito del movimento R2020 sia avvenuta casualmente un giorno prima del celebre discorso della Cunial. In altre parole, alla luce di questa scoperta, il celebre discorso della Cunial sembra essere stato nient’altro che un manifesto orale di un movimento registrato il giorno prima; quindi, a differenza di ciò che abbiamo percepito, quello della Cunial non sembra essere stato un discorso spontaneo e genuinamente impetuoso, ma ad oggi ci sembra più una mossa propagandistica ben pianificata.

A Firenze durante l’intervento della Cunial è emerso chiaramente che la critica che R2020 vuole muovere al potere non è sistemica ma assolutamente parziale; ciò che la Cunial denunciava tra la righe è la sospensione della Costituzione durante l’emergenza covid-19 e la gestione dei media e della politica degli ultimi anni, non lasciando intendere altri tipi di critica se non quella al malacoscienza di chi oggi detiene posizioni di comando e d’influenza. In questo caso si potrebbe affermare che non ci sarebbe stato nessun R2020 senza il covid, nel senso in cui le sue idee non sono antecedenti al covid, non hanno una rielaborazione culturale e ideologica alle spalle; verrebbe da dire che è una formazione nata dalla contingenza e non da una critica sistemica e progressiva.

A Roma la due giorni, come abbiamo accennato, si è svolta all’insegna di dibattiti e tavoli di lavoro, ma anche di rappresentazioni artistiche multimediali che hanno sollevato delle polemiche. Barillari, nel corso di un suo intervento, ha ripetuto la retorica che smarcherebbe R2020 dall’essere un partito ma semplicemente una rete, quando in verità il cammino intrapreso sembra, ad occhio e croce, andare incontro alla partecipazione elettorale. Lo stesso Barillari ha affermato l’autonomia dei gruppi di lavoro a cui ci risulta difficile credere visto che i nuclei tematici “sovranisti” sono stati già decisi da tempo forse proprio il giorno prima del discorso della Cunial o ancor prima. In altre parole dubitiamo che l’uscita dell’Italia dalla NATO o la socializzazione dell’economia sarebbero stati temi ben visti dagli organizzatori o comunque siamo sicuri che non avrebbero trovato un tavolo di lavoro per essere discussi o pianificati. Quindi sovranismo e resistenza si, ma fino ad un certo punto.

Quello che R2020 propone è fondamentalmente il rispetto dell’attuale Costituzione che secondo loro è stata sospesa in occasione dell’emergenza Covid e che quindi deve essere ripristinata. Le loro argomentazioni vertono principalmente su tre tipi di sovranità (monetaria, alimentare ed individuale) che, oltre ad avere il difetto di essere delle critiche parziali, sembrano dei palliativi e non delle cure. Sul tema monetario non si propone una nazionalizzazione della banca o il ripristino di una moneta nazionale, ma la messa in campo di monete complementari che possano alleviare la compressione economica dovuta al lockdown. La sovranità alimentare forse si rivelerà la più sana delle battaglie di R2020, ma lo stesso non possiamo dire delle “sovranità individuale” che oltre ad essere frutto solo della contingenza da regime covid è difficilmente digeribile da gente che come noi crede che la libertà debba essere un attributo della comunità tutta e dello Stato e non del singolo individuo. Ci saranno ulteriori sedi per argomentare quanto solo accennato.

Anche se Sara Cunial nel suo famoso intervento si scagliò contro lo “scientismo dogmatico” che non permette la presa in considerazione da parte del politicamente corretto rispetto a determinati temi che emergono del popolo (no-Vax, no-5g ecc.), R2020 risulta subire oggi un altro tipo di dogma politico-religioso, ovvero quello della mitificazione della Costituzione “ottenuta col sangue dei padri ecc ecc” imposta a fine guerra dai rappresentanti politico degli “alleati”. Non è assolutamente nostro interesse in questa sede ripercorrere e rimarcare il perché e il per come la Costituzione del ‘48 sia stata più un’imposizione postbellica piuttosto che un puro atto democratico, ma quello che non comprendiamo è perché dopo 72 anni dalla sua stesura la si continua ad elogiare e a difendere a spada tratta nonostante essa stessa, nel complesso e nello specifico, abbia permesso di ridurre l’Italia in questo stato.

Partendo dalla difesa della Costituzione, R2020 non sembra discostarsi di molto da una visione costituzionalista comune a tutti partiti dell’arco parlamentare. Se si ragiona secondo la logica dell’esistenza di un pensiero unico egemone, non si può non costatare come all’interno di esso si trovi anche l’intoccabilità della Costituzione che non viene minimamente messa in dubbio nella sua sostanza e nella sua totalità. Questa intoccabilità indica un punto nevralgico di tutta l’ideologia del potere attuale per cui schierarsi contro vorrebbe dire subire pressioni mediatiche destabilizzatrici; insomma, la scelta costituzionalista di R2020 la mette sicuramente al riparo da accuse di terrorismo e di fascismo o di complottismo e ciò gli permette una presentabilità maggiore al politicamente corretto. La scelta più coraggiosa sarebbe quella di mettere in discussione la Costituzione visto che si è dimostrato uno strumento con cui i vari Presidenti della Repubblica e del Consiglio hanno pezzo a pezzo ceduto, a leggi di mercato e organismi terzi, man mano tutte i nostri frammenti di sovranità. È vero che gli stessi politici nel tempo l’hanno tradita ma è pur vero che essa stessa abbia permesso con il suo carattere prolisso e parolaio di essere manovrata impopolarmente. Diverso sarebbe costruire una rete, invece che sul principio di difesa della Costituzione, basato su di un patto per l’indipendenza che preveda la costituzione di un fronte attorno all’attuazione immediata di specifici interventi in campo economico, monetario e sociale, e la formazione di un’assemblea costituente composta dai vari attori sociali, produttivi e politici che compongono il fronte, al fine di delineare la politica di medio e lungo termine.

La Costituzione Italiana, che per qualcuno rappresenta un testo dogmatico, incontrovertibile e senza tempo al pari di un’opera sacra, ha raggiunto la propria obsolescenza ed è ormai tempo che essa venga cambiata anzi sostituita attraverso il processo di una nuova Costituente.

Quello che temiamo è che R2020 possa risultare un ulteriore contenitore di dissenso stile  M5S che, facendo leva sulle delusioni politiche di alcuni cittadini e sulla disastrosa contingenza attuale, disinneschi quella voglia resistenza e rinascita  che allude di voler alimentare, rivelandosi alla fine l’ennesimo strumento del potere per dissimulare o moderare la lotta a questo regime.

Ufficio Politico USN

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Una risposta a R2020 – VAFFADAY RELOAD ?

  1. PieroValleregia ha detto:

    … esatto, tutto vero;
    per corretezza, devo ammettere che c’ero caduto dentro la loro rete …
    un saluto
    Piero e famiglia

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