DAL MIGLIORE AL MIGLIORISTA

Storia di un partito – quello comunista – che con i suoi uomini e la sua condotta  criminale, ha segnato il paese ITALIA di sangue, di menzogne, di compromessi, di infamia,  di servilismo bivalente e , con l’ultimo epigono,  anche di “ alto tradimento “ nei confronti dell’unità e della sovranità nazionale.  Un degno rappresentante di un paese senza onore e senza dignità, un comunista di famiglia-massonica, buono per tutte le stagioni, il classico “personaggio” di sinistra tenuto in buona considerazione dagli americani tanto  da potersi  recare negli U.S.A. come gradito ospite al contrario di tutti gli altri dirigenti del suoi partito.  Se ne va (ndr. 2015) questo “Presidente della repubblica “ con la consueta ufficialità ritualistica, conservando privilegi a vita e succose prebende e inizia adesso il rituale della successione in un contesto orgiastico di previsioni mediatiche che, sinceramente, né ci appassionano né ci interessano.

Anche perché è ormai giunto il momento di dire con franchezza e sincerità che – seguendo la metodologia spartitoria di questo regime mafioso –  si andrà ad eleggere un presidente di una repubblica che, sul piano statuale, non esiste, e non esiste più anche come espressione geografica in questo coacervo indifferenziato che si chiama “eurozona”. Non affermiamo niente di scandaloso se diciamo che la repubblica italiana, come stato sovrano, è ormai relegata e confinata nel mondo virtuale  E’ rimasta solo la “ liturgia “, come abbiamo potuto verificare con l’uscita di Napolitano: inni, squilli di tromba, bandiere, pennacchi, alte uniformi medagliate e molta, ma molta ipocrisia, talmente evidente che – come si usa dire in questi casi – si poteva tagliare con il famoso coltello della VERITA’. Quindi non c’è più niente da rimpiangere; rimane agli italiani solo da piangere.  Assisteremo adesso allo svolgersi del rituale costituzionale per indicare il successore che dovrà garantire la <continuità> , scelto anche con il consenso preventivo della cupola usurocratica che detta i tempi e i modi del nostro vivere da sudditi.  Non vogliamo spendere, su questo argomento, ulteriori parole: il titolo di questa modesta riflessione è comprensivo  di settant’anni di storia di un paese che ha rinunciato di “ ESSERE   e di “ ESISTERE “.        

Stelvio Dal Piaz

Nota: questo articolo è sicuramente datato ma, in considerazione di tutto quanto di vergognoso è venuto alla luce in quest’ultimo periodo nel settore della <magistratura>,  ci porta inevitabilmente a riavvolgere il nastro di tutti gli avvenimenti fino a ritirare fuori dall’archivio del regime nato dalla sconfitta il nome di Giorgio Napolitano e le sue poco istituzionali scorrette influenze nella vita del paese ancora chiamato Italia. E – per inciso – non ci vengano a raccontare che c’è un solo responsabile che risponde al nome del giudice PALAMARA, preso come capro espiatorio per nascondere RESPONSABILITA’ COLLETTIVE  di sistema e di ALTO LIVELLO. In primis viene fuori il nome di Gianfranco Fini fondatore di quella  <escrescenza parassitaria> chiamata alleanza nazionale nata con una manovra trasformistica di chiaro stampo massonico-mafioso. Il giangi nazionale venne in quel momento gestito e manovrato da Napolitano che gli aveva fatto intravedere la possibilità di sostituire il berlusca affidandogli la presidenza del consiglio. La presunzione dei mediocri porta anche al tradimento, ma chi li manovra è persona perversa e conosce la loro fragilità morale e intellettuale nonché la loro incapacità e quindi nel momento stesso in cui li corrompe sa già di aver preparato anche la fregatura. E così insieme al funerale di Berlusconi predispose per tempo e con cinismo di stampo <sovietico> anche quello di Fini. D’altra parte Berlusconi avrebbe dovuto ricordare che <chi di spada ferisce di spada perisce> per cui – dal nostro punto di vista – nessun rimpianto per la caduta del piduista Berlusconi. Tornando all’argomento della corruzione della magistratura fino ai più alti livelli, occorre ricordare che il Presidente della  Repubblica è anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e pertanto Napolitano non poteva non sapere cosa stava accadendo in ambito giudiziario e, considerati i tempi e le modalità per la condanna di Berlusconi con tutte le conseguenze di carattere politico-istituzionali che ne seguirono, è anche logico pensare che lo stesso Napolitano sia stato il regista dell’operazione. E sicuramente sempre Napolitano ha preparato la sua successione scegliendo il SICILIANO che gli avrebbe garantito una CONTINUITA’ nella gestione di una magistratura in parte sempre più corrotta e corruttibile e la conseguente emarginazione di magistrati onesti non intruppati nelle correnti sindacal-politiche. I primi si sono dimostrati disponibili a qualsiasi compromesso con la propria coscienza per fare carriera nonché nascondere problemi di condotta di propri familiari. E’ la cloaca di regime che sta emergendo dalle fogne del sistema partitocratico e che sta ammorbando  l’aria in aggiunta ad una pandemia letale che fa esplodere tutte le carognate e le contraddizioni che hanno caratterizzato la vita del <paese > Italia. Adesso il cosiddetto centro-destra unito chiede, come riparazione del torto subito, la nomina di Berlusconi come  <senatore a vita  >.  La cosa ci lascia del tutto indifferenti e tanto meno ci appassiona nel momento stesso in cui i problemi della gente sono di tutt’altra natura e gravità. Tanto più che dello stesso parlamento nelle due Camera sono entrati  a farne parte assassini conclamati, drogati, pedofili, prostitute di ambo i sessi, pennivendoli e relativi protettori, corrotti e corruttori. Senza dimenticare che la caduta di Berlusconi ha lasciato come eredità letale il <berlusconismo>  che ha infettato tutti e che è divenuto <metodo e costume >  di governo  inserendo così gli italiani fra i popoli inaffidabili. Senza tener conto che la condanna di Berlusconi non ha portato lo stesso alle <prigioni di Silvio Pellico> ma a passare qualche ora della giornata in una Casa di Riposo per vecchietti ai quali ha fatto assistenza raccontando loro le solite barzellette che spesso non fanno ridere. Quindi non sono credibili tutte queste anime belle dei cosiddetti benpensanti che per lungo tempo hanno fatto gli struzzi nascondendo la testa sotto la sabbia, che rivendicano adesso un risarcimento morale e istituzionale per Berlusconi e che altro non sono che <sepolcri imbiancati> che dimenticano quante accuse e condanne costruite a tavolino hanno portato alla persecuzione e  al carcere duro i tanti italiani giovani e meno giovani solo colpevoli di essere avversari di un regime costruito su una democrazia senza <demos >.  Per l’affetto fraterno  che mi ha legato a questi camerati faccio soltanto due nomi: il professor GIOVANNI ROSSI e il professor PAOLO SIGNORELLI; il primo presentato come l’uomo dalla doppia vita: di giorno tutto scuola e famiglia, di notte pericoloso terrorista. Per fiaccare la sua resistenza portato al manicomio criminale e legato notte e giorno al letto di contenzione. Il secondo infamato in carcere, isolato da tutto e da tutti, praticamente costretto per reazione allo sciopero della fame, portato in aula del tribunale in lettiga a causa delle condizioni di salute.  Per tutte le anime belle di regime andava bene così e la magistratura all’epoca era il paradigma di giustizia giusta.   

Stelvio Dal Piaz

  • Chiarimento sul significato del titolo per i più giovani: IL MIGLIORE era chiamato PALMIRO TOGLIATTI DAI COMUNISTI DELL’EPOCA – per  NOI era indicato con il suo <nome d’arte> ercole ercoli quando rinnegava di sentirsi italiano ed era uno degli <aguzzini > dei nostri soldati prigionieri di guerra.  NAPOLITANO era per tutti – comunisti e non – chiamato IL MIGLIORISTA per la sua abilità tattica e trasformistica di vecchio stampo massonico.
Questa voce è stata pubblicata in Articoli e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a DAL MIGLIORE AL MIGLIORISTA

  1. Giovanni Garotti ha detto:

    Forse avete scordato: Napolitano, fu oggetto di richiesta di arresto al parlamento, da parte del giudice Imposimato, perché era dimostratamente il responsabile della formazione delle br in Cecoslovacchia e il parlamento lo elesse immediatamente presidente della repubblica; da questa carica, distrusse le intercettazioni telefoniche tra lui e mancino, effettuate nell’ambito della trattativa stato mafia, che sono la stessa cosa e secreto’ le indagini sul terrorismo, che li vedevano coinvolto, anche come persona che andò in Cecoslovacchia, assieme ad ilic ramirez sanchez detto carlos lo sciacallo, a prelevare la valigia con l’esplosivo per la strage di Bologna, che passo’ la dogana aeroportuale, con il passaporto diplomatico di napolitano, ma per la magistratura, il criminale sono io e mi tengono perennemente indagato, senza dirmi nemmeno per cosa, attraverso carabinieri e GdiF, i quali sono organi molestatori, che finalizzano il di essi operato, alla mia persecuzione. #mafia? Secondo me, si.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.