REPETITA IUVANT.

Mancano solo poche ore ad una tornata di votazioni elettorali che riguardano alcune regioni importanti del paese che si chiama ancora Italia. Purtroppo attualmente è abitata da una maggioranza di cittadini che – dal punto di vista storico – poco sanno del loro paese e quindi le loro scelte sono caratterizzate dal <meno peggio> indipendentemente che votino da una parte o dall’altra.  Ho ricevuto diverse telefonate da persone che volevano conoscere il mio pensiero nel merito del voto da attribuire, anche se molti di loro sanno che sono circa trent’anni che io non vado ai seggi perché non mi sento rappresentato da quello che offre il mercato, ma sanno anche che non sono politicamente in pensione.

E’ superfluo dire che coloro che mi interpellano sono orientati a quella che continuano a chiamare destra, avendo dimenticato tutto quello che è a suo tempo accaduto all’interno dell’ambiente o quello che hanno potuto apprendere dai sopravvissuti alla cosiddetta area.

Facendo appello alla mia memoria mi è tornato in mente un teatrino mediatico fra due donne sempre della cosiddetta area che voglio riproporre – non certo per riportare sulla scena mediatica le suddette signore – ma perché mi dà l’opportunità di ricordare un argomento che viene tuttora evitato anche da alcuni che si considerano <camerati>, perché ignorano la Storia e non sanno  inquadrare gli avvenimenti collocandoli come deve essere fatto nel  loro contesto storico. Qualche anno fa, la signora Alemanno nonché Rauti Isabella (attualmente dirigente di Fratelli d’Italia !), nel corso di una intervista rilasciata al “Corriere della Sera”, sfidò la signora Floriani, nonché Alessandra Mussolini (attualmente in Forza Italia e occupata a fare la soubrette in tv !!!!)  a giustificare le responsabilità di <nonno Benito> sul problema ebraico. Personalmente sono ancora veramente curioso di conoscere dalla signora Rauti in Alemanno, le motivazioni profonde di tale sfida.

Questo parlare a vanvera su un argomento così delicato in un paradossale dibattito a distanza è una delle tante manifestazioni di pressapochismo, di incultura e di superficialità che hanno caratterizzato da sempre lo stesso ambiente “missino”, pressapochismo che oggi ritroviamo in taluni partiti che dovrebbero (a sentir loro!) essere invece i difensori della verità storica e dovrebbero essere coloro che denunciano chi ha ridotto la Nazione allo status di Colonia.

Stelvio Dal Piaz                

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3 risposte a REPETITA IUVANT.

  1. Alter ha detto:

    Il criceto borghese “elettore” (in questi giorni “fatali” per i destini della patetica repubblichetta delle banane fallite contian-mattrelliane) è tutto intento a raccogliere informazioni dalla massa criceta, sua simile.
    Votare Si o piuttosto votare No?
    Questo l’arduo dilemma criceto.

    La coazione a ripetere un Gesto Inutile, come quello elettoralistico, è più forte di ogni altra considerazione.
    Criceti borghesi sono gli itaglioti, non Liberi Uomini o Donne.
    Criceti borghesi ammaestrati.

  2. stelvio dal piaz ha detto:

    IL PENSIERO DI MUSSOLINI SULL’ARGOMENTO SI TROVA NEI SUOI SCRITTI FIN DAL 1920, ANNI IN CUI AFFRONTO SENZA INFINGIMENTI IL PROBLEMA EBRAICO. IO MI IMPEGNO A PUBBLICARLI QUANTO PRIMA PERCHE’ IO SONO UNO DI QUELLI CHE HA IL CORAGGIO DI RIVENDICARE SULLA BASE DELLA VERITA’ ANCHE LE COSIDDETTE LEGGI RAZZIALI CHE ALTRO NON FURONO CHE L’ATTUAZIONE DEL TRATTAMENTO RISERVATO A TUTTI I CITTADINI DI NAZIONALITA’ STRANIERA. GLI EBREI NEL CONGRESSO CHE TENNERO A TRIESTE STABILIRONO A QUALE NAZIONALITA’ SI SENTIVANO DI APPARTENERE. TUTTO QUI ! STELVIO

  3. Alter ha detto:

    Stelvio;
    Sempre lucido.
    Sempre coerentemente consequenziale.
    Un Faro, nella notte interminabile che avvolge questa Nazione, dal tragico 25 aprile 1945.

    Don Curzio Nitoglia:
    Lucida la sua analisi sulle “Forze” che, da tempo immemore, operano per la distruzione dell’Italia, dell’Europa, dell’unico, vero “Occidente” (quello che passa dal trimillenario Meridiano fondamentale di Roma ed Atene).
    Don Curzio Nitoglia,; uno dei pochi “Don” che personalmente apprezzo.

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