IL CONVITATO DI PIETRA

Quest’anno ricorre il centenario della fondazione del Partito Comunista d’Italia, sezione italiana dell’Internazionale Comunista. Come ci viene raccontato dalla stampa in questi giorni, in ogni parte del paese Italia si stanno preparando cerimonie di commemorazione e ricordo da parte di quelli che – abusivamente a mio parere – si sentono eredi di quella storia che viene adesso raccontata con una piccola ma sostanziale censura.

L’antefatto: al XVII°  Congresso del Partito Socialista Italiano, l’ala cosiddetta massimalista – rappresentata appunto dal convitato di pietra, Amodeo Bordiga, Onorato Damen, Bruno Fortichiari, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, decise una scissione che si concretizzo’ con il 1° Congresso costitutivo del 21 gennaio 1921 a Livorno del Partito Comunista d’Italia. Primo giornale si chiamò Il COMUNISTA e poi dal 1924 l’UNITA’. Nel 1926 il partito, durante il regime Fascista, entrò in clandestinità e in esilio, ed ebbe una storia complessa e travagliata all’interno dell’Internazionale Comunista negli anni 1920/30 fino alla ripresa ufficiale nel 1943 al seguito delle truppe anglo-americane. Primo Segretario PALMIRO TOGLIATTI, passato alla storia con il nome <il Migliore>.

Nella circostanza voglio ricordare agli immemori e soprattutto ai giovani studenti della scuola italiana, quanto ebbe a dichiarare il compagno Togliatti al XVI° Congresso del Partito Comunista Sovietico: “E’ motivo di particolare orgoglio per me aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all’Italia come alla mia patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin. E’ motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano.”

Permettetemi di aprire una parentesi proprio a proposito della definizione di <cittadino del mondo>, una definizione tornata adesso di grande attualità e richiamare alla memoria quanto ebbe a scrivere a suo tempo un Grande italiano: “ Quando tutto il mondo fu cittadino romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu patria di nessuno e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria e lo mostrarono col fatto “ Giacomo Leopardi –  ZIBALDONE –

Tornando ai fatti e alla Storia, ricordo che l’Italia Fascista fu la prima nazione a togliere dalla congiura dell’isolamento l’Unione Sovietica, ristabilendo rapporti diplomatici in data 2 settembre 1933 XI E.F. Ma già il 28 maggio 1933, Mussolini ricevette l’Ambasciatore sovietico Vladimiro Potemkine.  La trattativa fu lunga e laboriosa e – a questo punto della trattazione – torna alla ribalta il <convitato di pietra> e che, chi conosce di Storia (pochi per la VERITA’, in questa epoca di ignoranza !) ha già capito che si tratta di NICOLA BOMBACCI. Fu infatti Lui, uno dei fondatori del Partito Comunista d’Italia, a tessere la tela e fare da intermediario tra i due Stati sovrani,  e nonostante fosse un funzionario dell’Ambasciata , non rinunciò mai alla cittadinanza italiana. 

Fu il personaggio di cui Lenin si fidava e con il quale mantenne stretti contatti fino alla morte. Quello stesso Lenin che, rivolgendosi ai socialisti disse: “AVETE CACCIATO L’UNICO UOMO CHE VI AVREBBE PORTATO AL POTERE IN ITALIA !”

Ma, come VERITA’ ci dice, fu la pregiudiziale <massonica  > posta da Mussolini che rese incompatibile la sua permanenza in un Partito Socialista dominato, anche allora, dalle fratellanze.  Adesso, in epoca rievocativa del centenario del Partito Comunista, ritengo opportuno smascherare tutti i trasformisti di tutti i partiti che hanno dominato la scena politica italiana dal dopo guerra e, nell’occasione,  quelli della cosiddetta sinistra, perché devono sapere che in ogni cerimonia rievocativa che si svolgerà in tutta l’Italia, sarà COMUNQUE presente il <convitato di pietra>,  cioè l’UOMO che ha dedicato tutta la vita fino al sacrificio supremo alla causa del LAVORO e dei LAVORATORI, l’UOMO che al momento della fucilazione sulle rive del lago di Como, gridò VIVA il SOCIALISMO. BOMBACCI 1), nel primo numero della rivista mensile “ LA VERITA “ – anno 1936 – (di cui sono in possesso in copia anastatica !), riporta il periodo di un articolo scritto in “ AUDACIACIA” 1915, in cui Mussolini afferma da <INTERVENTISTA INTERVENUTO>, in polemica con i suoi detrattori pacifisti: “ Incoerenza ? Apostasia, diserzione ? Mai più !

Resta a vedersi  da quale parte siano gli incoerenti, gli apostati, i disertori. Lo dirà la storia, ma la previsione rientra nell’ambito delle nostre possibilità divinatorie in Europa. Se domani ci sarà un po’ più di libertà in Europa, un ambiente – quindi – politicamente più adatto alla formazione della capacità di classe del proletariato, disertori ed apostati non saranno stati tutti coloro che, al momento in cui si trattava di agire, si sono neghittosamente tratti in disparte ? “

A seguito di questa citazione, BOMBACCI scrive: “ Per la verità noi siamo fra quelli che nel 1915 si sono tratti in disparte o, più esattamente, sono rimasti fermi dall’altra parte. Sono passati vent’anni: una generazione ! Vent’anni che hanno il valore di un’epoca. L’Europa è oggi una grande, ma una semplice regione. Per noi – nonostante le contrastanti apparenze dell’ora presente – non è più il Reno il secolare segnalatore delle tempeste belliche e sociali. La storia ha accelerato il suo dinamismo. La civiltà meccanica, l’istruzione più largamente diffusa, hanno allargato l’orizzonte. I popoli si parlano e si intendono attraverso i continenti. Il mondo e l’Europa di ieri, sotto il maglio gigante della storia, nuove dottrine, nuovi regimi si modellano. E’ in atto una grandiosa rivoluzione sociale. E’ l’ora delle collettività. I diritti dello Stato, della classe, dei popoli, dell’umanità sono all’ordine del giorno. L’attenzione del mondo è rivolta su due uomini; a meditare, a discutere, a divulgare, a combattere le loro dottrine. Mussolini e Lenin. Sovieti e Stato Fascista Corporativo. ROMA e MOSCA. Problemi di grande mole pesano attualmente sull’Europa e sul mondo, ma la loro completa soluzione non si avrà se non quando un nuovo ordine politico-economico si sarà definitivamente imposto. Per noi il quadrante della storia, come nel 1915, si prepara a segnare un nuovo gigantesco passo in avanti. Disertare oggi, dopo l’esperienza e l’espiazione di quattro lustri, sarebbe vigliaccheria. Entriamo dunque in linea a viso aperto con fede e con volontà indomabili.

Prosegue poi a chiarimento di questa premessa: “ I nostri obiettivi ? Chiarissimi, lineari. Gettare questo foglio, voluto dalla nostra passione, come faro luminoso fra le masse dei lavoratori italiani e degli altri paesi. Farlo penetrare, leggere, discutere in quei settori ove si annida una opposizione fatta di risentimenti, di odi, di vendette; nella speranza onesta ed umana di trovare, se non tutti, i più intelligenti, disposti, dopo tanti anni, a guardare in faccia alla realtà. Che cosa abbiamo da dire? Moltissimo. E lo diremo con tutta semplicità, senza veli, come lo vede il nostro spirito. Non vogliamo piacere che alla nostra coscienza. Molto abbiamo da rettificare, nulla da farci perdonare; perché oggi come ieri ci muove lo stesso ideale: il trionfo del lavoro. Per tale trionfo lottiamo da trentacinque anni. Il socialismo di Andrea Costa  ci portò con entusiasmo, con assoluta dedizione nella lotta; il Comunismo di Lenin ci staccò dal Partito Socialista divenuto una vana accademia disordinata di inconcludenti e, soprattutto, incapaci a realizzare le promesse fatte alle classi operaie e contadine. Oggi la storia ci pone dinnanzi agli occhi l’esperimento di Mussolini. Non è più soltanto una dottrina, è un ordine nuovo che si profila luminoso nella realtà. Diciamo senza ambagi che questo ordine nuovo per noi assorbe il meglio delle vecchie dottrine, supera il passato e si slancia audacemente, ma con sicura aderenza alla realtà sulla via maestra della giustizia sociale e del progresso civile. Vogliamo discutere di ciò, con chiunque lo voglia  onestamente su questa nostra rassegna. Noi assistiamo oggi alla più disgustevole e pagliaccesca  delle alleanze che mai vide la terra. Conservatori, democratici, liberali fronte comune , socialdemocratici, comunisti hanno fatto per arrestare il processo della storia. L’unione di tutte le forze del supercapitalismo, sotto i segni del Grande Architetto, non ci sorprende; ciò che ha invece disperso in noi ogni dubbio di essere assolutamente nel vero per assicurare il trionfo della dittatura del proletariato, è la presenza tra costoro dei seguaci di Lenin. I marinai che si levarono a Kronstadt non avrebbero mai supposto che la rivoluzione arrivata al Kremlino avrebbe tanto camminato a ritroso da segnare nella ritirata, come tappe indelebili, Ginevra e Londra, Eden e Edoardo VIII. Ma è così. Mosca è oggi obbligata a fare del capitalismo e conseguentemente ad allearsi con gli uomini e governi che meglio lo rappresentano, se non vuole essere violentemente ricacciata nell’epoca feudale. Solo Roma, intanto, eleva la visione della dittatura del Littorio ad un piano universalistico. Mussolini diviene ogni giorno più il capo riconosciuto, l’artefice felice, l’interprete autorizzato di quella forza imponderabile,  reale, effettiva che appare a intermittenze nella storia per saldare le congiunture fra un’epoca che muore e una che nasce. Il cardine dell’asse su cui si aggira l’ordine nuovo di Mussolini è il potenziamento dello Stato regolatore assoluto, esclusivo della collettività nazionale. Nello Stato totalitario egli vuole tutti i poteri , in essi incluso quello economico. La Nazione, lo Stato, divenuto un’espressione unitaria del suo popolo, si prefigge di considerare il cittadino anche come produttore, come lavoratore, come unità economica. Lo Stato Fascista Corporativo annulla il conflitto tra la Classe e la Nazione, perché innesta queste due forze nel suo stesso circuito, attraverso una nuova organizzazione GENIALE gli consente di risolvere gradualmente il problema della distribuzione della ricchezza sotto il pungolo del controllo e dell’autorità dello Stato. Dopo ciò ci domandiamo: vi è ancora in Italia, all’Estero, qualcuno tra coloro che si interessano seriamente dei problemi politici e sociali che in buona fede dica di credere che il Fascismo sia sinonimo di reazione ? Noi non lo crediamo. Tuttavia se esiste, apra bene gli occhi, tenda le orecchie in questo particolarissimo momento. Vedrà schierati contro Roma, contro l’Italia fascista e proletaria, contro Mussolini, i conservatori, gli imperialisti, i possessori dell’oro, i supercapitalisti. Che cosa temono costoro? La reazione? No, amici proletari, gente che vivete onestamente del vostro sudato lavoro: costoro temono la rivoluzione ! IN QUESTA STORICA LOTTA NOI INTERVENIAMO per dire agli operai ed ai contadini di tutti i Paesi: non lasciatevi ingannare dai mestatori e dai politicanti ! Mussolini lavora anche per VOI ! Pur sotto i colpi ostinati di Londra, di Ginevra e di tutte le forze dell’imperialismo capitalista coalizzate, non s’arresta ma accelera la sua rivoluzione. Egli rivendicando per l’ITALIA i diritti che le competono, traccia la strada dritta e secolare sulla quale l’umano lavoro s’incamminerà per realizzare sicuramente il suo immancabile trionfo. “ 

Nelle riflessioni e nel pensiero di questo rivoluzionario vero, si individua il nemico di sempre e si prefigura quella guerra proletaria che passerà alla STORIA COME LA <guerra del sangue contro l’oro>.  Contro l’ITALIA FASCISTA , IL TRADIMENTO INTERNO E UNA COALIZIONE DI CINQUE CONTINENTI E MEZZO ! I popoli sovietizzati hanno avuto 20 milioni di morti sotto lo stalinismo. E’ stato sufficiente l’apertura di un MAC DONALD’S sulla piazza rossa perché tutta l’impalcatura sovietica crollasse. La partita è ancora aperta ! I presunti eredi del fu partito Comunista Italiano, oltre a fare commemorazioni celebrative di nascita e morte di un partito ( tra commozione, lacrime, rimpianti, ricordi ), – in cui domina < l’ombra lunga di piazzale Loreto >-  si devono inginocchiare adesso alla corte del piduista Berlusconi 1),  nel tentativo di sopravvivere: Berlusconi, un corruttore seriale pluricondannato ! CHE FINE !!!!

 
  1. Berlusconi Silvio – tessera 1816 – codice E 19-78, GRUPPO 17, FASCICOLO 0625 – affiliazione 26 gennaio 1978 , Grande Oriente – versate lire 100.000

Stelvio Dal Piaz

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2 risposte a IL CONVITATO DI PIETRA

  1. Alter ha detto:

    Antonio Pallante, Antonio il Patriota, nell’estate del 1948, sparò al criminale Togliatti.

    Antonio Pallante è la commovente testimonianza (ancora vivente) a perenne memoria di cosa fosse il Pci “nostrano”, e di come andassero trattati i suoi ignobili gerarchi; i servizievoli assassini al soldo della barbarie stalinista.

    Ma venendo ai demenziali “giorni nostri”:
    domani Fratello Mario Draghi sale al Quirinale ad incontrare Fratello Sergio Mattarella.
    Dopo tanta melina, dopo tanta nasconderella, il ratto è uscito allo scoperto.

    Evidentemente ha ottenuto dall’intero “Arko Kostituzionale” adeguate garanzie di totale immunità personale.

  2. Alter ha detto:

    E’ arrivato “Fratello” Draghi, l’UdM:
    Draghi, “l’Uomo delle Meraviglie”.

    “L’ Uomo delle Meraviglie” farà cadere Pioggia Dorata sui rinsecchiti pascoli della disastrata penisola che una volta era La Nazione Italia, e le pecorelle itagliotiche potranno giocosamente ritornare a zampettare e brucare felici.
    Draghi, l’uomo del Britannia, uno dei principali artefici della privatizzazione dei Beni Pubblici Nazionali, della distruzione della Lira e dell’avvento dell’Euro.

    L’ Euro, la Moneta di Occupazione straniera con la quale la Nazione Italia e d il Popolo Italiano vengono tenuti schiavi da un ventennio.

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