LA liberazione.

garibaldi2Per non dimenticare i miti fondanti della “liberazione” riteniamo di pubblicare la lettera SEGRETA consegnata nel 1947 dal Comitato Centrale del Partito comunista italiano, diretto dal compagno Palmiro Togliatti ( nome d’arte Ercole Ercoli e ricordato storicamente come IL MIGLIORE ), ai QUADRI PROPAGANDISTI ( agit-prop N.d.R. ) del partito comunista italiano :
COMPAGNI, il Partito vuole che anche tu conosca questa circolare segreta che fu diramata già ai compagni propagandisti dell’Italia del Nord dopo la liberazione e, nelle rispettive lingue, a migliaia di compagni nei paesi dell’Europa centrale che dovevano essere bolscevizzati. Compagno propagandista, tu sei uno dei più validi strumenti ! Perché l’operazione tua sia più efficace, eccoti una breve guida per il tuo lavoro. Ricorda sempre che il nostro compito è bolscevizzare tutta l’Europa a qualunque costo e in qualunque modo. Tuo compito è bolscevizzare il tuo ambiente. Bolscevizzare significa, come tu sai, liberare l’umanità dalla schiavitù che secoli di barbarie cristiana hanno creato. Liberare l’umanità dal concetto di religione, di autorità nazione e di proprietà privata. Per ora il tuo compito è più limitato. Ecco un decalogo:

– non manifestare ai compagni non maturi lo scopo del nostro lavoro; comprometteresti tutto;
– lottare contro quanto, specie gli ipocriti prelati, vanno dicendo di meno vero nei nostri scopi;
– negare decisamente quanto essi affermano e negare recisamente che noi non vogliamo la religione, la patria e la famiglia;
– mostrare con scherzi, sarcasmi e con condotta piacevole che tu sei più libero senza le pastoie della religione, anzi senza di esse si vive meglio e si è più liberi;
– specialmente è tuo compito distruggere la morale insegnando agli inesperti, creando un ambiente saturo di quello che i pudichi chiamano immoralità. Questo è tuo supremo dovere: distruggere la moralità;
– allontanare sempre più dalla chiesa i tuoi compagni con tutti i mezzi, specialmente mettendo in cattiva luce i preti, i vescovi, ecc…..
– calunniare e falsare; sarà opportuno prendere qualche scandalo antico o recente e buttarlo in faccia ai tuoi compagni;
– altro grande ostacolo al nostro lavoro: la famiglia cristiana: distruggerla seminando idee di libertà di matrimonio, eccitare i giovani e le ragazze quanto più si può; creare l’indifferenza nelle famiglie, nello stabilimento e nello Stato; staccare i giovani dalla famiglia;
– portare l’operaio ad amare il disordine , la forza brutale e la vendetta e a non aver paura del sangue;
– battere molto sul concetto che l’operaio è vittima del capitalismo e dei suoi amici: autorità e preti;
– sii all’avanguardia nel fare piccoli servizi ai tuoi compagni ; parla molto forte e fatti sentire. Il bene che fanno i cattolici nascondilo e fallo tuo. Sii all’avanguardia di tutti i movimenti;
lotta, lotta, lotta contro i preti e la morale cattolica. Dà all’operaio l’illusione che solo noi siamo liberi e solo noi li possiamo liberare. Non aver paura quando anche dovessimo rimanere nascosti per tre o cinque anni. L’opera nostra continua sempre perché i cattolici sono ignoranti, paurosi e inattivi: vinceremo NOI ! Sii una cellula comunista ! Domina il tuo ambiente ! Questo foglio non darlo in mano ai preti, né a gente non matura alla nostra idea.

RIFLESSIONE di un Italiano nel 70° della “ liberazione “ :
– per anni, nel lungo dopoguerra, queste indicazioni sono state praticate ed attuate con capillare, feroce e tenace perseveranza dai quadri dirigenti, intermedi e di base del partito comunista italiano con la colpevole ( o consapevole ? ) tolleranza della borghesia italiana e del partito (la democrazia cristiana) cui hanno fatto riferimento politico la maggioranza dei cattolici italiani;
– il disegno di “ bolscevizzare l’Italia e l’Europa è fallito “ ed anzi, anche in quella madre patria sovietica cui facevano riferimento i comunisti italiani, il bolscevismo è imploso trascinando con sé tutte le strutture e sovrastrutture economiche che erano alla base dell’ideologia marxista-leninista;
– resta però il fatto reale e concreto che la distruzione del “ SACRO “ , che troviamo nella filosofia del “decalogo comunista “, abbia fatto breccia e creato progressivamente e con modalità subdole ancorché <gradevoli> ( vedi le perverse religioni dominanti del consumismo e dell’edonismo ) le condizioni favorevoli per l’affermazione, nella società, di quel capitalismo finanziario e usurocratico che sta attualmente massacrando, schiavizzando ed impoverendo popoli e nazioni e che rappresenta l’altra faccia del materialismo.

CONCLUSIONI del solito italiano nel 70° della “ liberazione “:
– Secondo voi che mi leggete, è legittimo, logico, ragionevole, affermare con forza e convinzione che l’attuale crisi morale, materiale, economica, finanziaria che sta vivendo e soffrendo la comunità nazionale sia causa ed effetto di quella “ liberazione “ che gli apparati istituzionali di regime nati dalla “resistenza” stanno celebrando pomposamente in questo “ anno del Signore “ 2015 ? Oppure pensate che sia “ reato di lesa maestà “ meritevole di condanna ed ignominia così pensarla e nel modo ritenuto “ politicamente scorretto ? A quei pochi o molti lettori che mi leggeranno, l’ardua sentenza !

Stelvio Dal Piaz

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27 risposte a LA liberazione.

  1. Alter ha detto:

    Domani è il Natale di Roma.
    L’unico Dies Natalis che io riconosca.

    I bolscevichi alla “migliore” – ormai quasi un secolo fà – presero strategicamente di mira la chiesa cattolica; in Italia ed in Spagna.
    E fu’ solamente Il Fascismo, che salvo’ la chiesa cattolica dalla sua estinzione, in Italia ed in Spagna.

    La ricompensa che Il Fascismo ottenne, fu’ il Tradimento.
    La ricompensa fu’ la negazione storica untuosa, (che dura ancora oggi) del Soccorso della pietosa Mano che impedi’ la fine nel sangue della chiesa dei papi.
    La ricompensa fu’ la criminalizzazione, e la solita pratica della “Damnatio Mamoriae”, che dura ancora oggi, dell’Uomo e della Rivoluzione che salvarono papi, vescovi, cardinali, e preti di campagna, dall’estinzione bolscevica violenta.

    Col senno di poi, io ritengo che fu’ un errore fondamentale, aver salvato monarchia e chiesa.
    Stalin, aveva purtroppo ragione.

  2. Compagnoincamicianera ha detto:

    Questo decalogo orrendo, per quanto sia orrendo non credo sia una delle o la causa della decadenza morale di oggi visto che tra l’altro siamo belli pasciuti a modo nostro Cattolici. Oggi la famiglia va rotoli perché non c’è lavoro e la sicurezza del domani meglio “convivere ‘ avere il compagno o la compagna e stare a casa con mamma’ felicissima di crescersi il pargolo di 45 anni.

  3. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    No, la famiglia va a rotoli perchè sono saltati i valori morali, perchè i ” distruttori del sacro ” hanno vinto, perchè il consumismo e l’edonismo hanno alterato gli equilibri nei rapporti interpersonali, perchè il denaro è stato innalzato sugli altari, perchè la società si è ” femminilizzata “, perchè il senso dello Stato in interiore homines è stato soppiantato da una società dei diritti, perchè la Patria è stata bestemmiata, perchè la predicazione comunista ha fatto breccia come voleva il capitalismo usurocratico. Leggete attentamente il decalogo dell’agit-prop e vi trovate i germi della dissoluzione sociale, della disaggregazione della comunità nazionale, tutti veleni che hanno preparato il terreno alla vittoria del capitalismo senza volto e senza bandiera. E prima di criticare i rapporti ” Fascismo-Chiesa ” dovete imparare a contestualizzare gli eventi, altrimenti si rischia di cadere in una retorica di stampo demagogico. Nel decalogo trovate il peggior materialismo che fa il pari con quello di stampo capitalista e questo è stato ed è il vero nemico del Fascismo che ha una concezione spirituale della vita e che è alla base dello stesso suo progetto politico. ” Nel Fascismo tutto è mistica. Mistica e Fascismo sono i termini di un binomio indissolubile. Tutto è inteso dal Fascismo in senso mistico, perchè mistico è il suo modo di concepire la vita ” da: Esame di coscienza di un fascista – Luciano Lucci Chiarissi – edizioni Settimo Sigillo

  4. Alter ha detto:

    Nessun intento polemico verso di Voi, carissimo Maestro Stelvio.

    Mi sta benissimo la Mistica Fascista; la spiritualità che sovraintende il sacrificio quotidiano e quello, anche supremo, della Vita per la difesa della Patria, della Stirpe, dei Confini Sacri d’Italia.

    “Pro Aris et Focis” dicevano i sapienti latini.

    Ma i miei “Templi” non saranno mai i templi cristiani costruiti sulle rovine fumanti ed insanguinate di quelli romani.
    Ed i miei “Focolari” non saranno mai quelli della famiglia sottomessa al curato in visita pastorale; cui spettava “il boccone del prete”; il pezzo piu’ grande e saporito della povera tavola imbandita.

    Per quanto riguarda l’orrido bolscevismo: nulla di nuovo sotto il grigio cielo di questi ultimi cento anni, dilaniati dall’eresia capitalcomunista.
    Sappiamo perfettamente a cosa miravano, e da dove partirono gli israeliti Lenin, Trotsky e Parvus.
    Sappiamo cosa preconizzava l’israelita Parvus già nel 1904; una successiva serie di guerre “europee” che avrebbero decretato la scomparsa degli Stati Nazione.

    E tutto procede ancora in quella direzione; perche quelli come loro vinsero le due guerre “europee” e purtroppo da vincitori, continuano ancora oggi a comandare “l’Occidente” cristiano…

    Ma il cattolicesimo, ed in generale le tre religioni scaturite dalla polvere del Sinai, usano scavalcare gli Stati e le Nazioni.
    Vi si incistano, ne corrodono usi, spiritualità nativa e costumi, dall’interno.

    E siamo ancora fermi a questo punto.
    Ma Quand’è che ci libereremo di questo immobilizzante, catename superstizioso auto indotto?
    Occorre giungere alla devastante conclusione che noi “Goim” siamo veramente le bestie da soma dei “Fratelli maggiori”?

  5. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Quando dico che per dare valutazioni di quanto è accaduto nel passato e delle decisioni politiche prese occorre sempre contestualizzare, significa immergersi storicamente nella situazione in cui sono state fatte le scelte: 1922 – l’unico elemento unificante della popolazione abitante nel paese Italia era la religione cattolica che, sul piano logistico, aveva la sua capillare organizzazione sul territorio; neppure la lingua era un elemento comune e tanto meno il ricordo e la memoria della Roma Caput Mundi. Quello era il contesto politico, sociale, antropologico su cui si poteva e si doveva operare; l’altro elemento dominante era la massoneria e, per quanto riguarda la monarchia, in quel momento era rappresentata dal ” re soldato ” dal ” re vittorioso ” che disponeva di una forza armata asua disposizione; i socialcomunisti persero la battaglia, nonostante che avessero i numeri, perchè non seppero tener conto di questi elementi. La politica richiede conoscenza della situazione socio-politico-culturale come la guerra richiede la conoscenza del territorio. Oggi ognuno può pensarla come vuole sul piano ” intimistico-religioso ” ma, se si occupa di “politica” in senso alto e nobile come è nell’intento di NOI socialisti nazionali deve abituarsi a rispettare la metodologia di indagine e di prospettiva secondo il codice di comportamento che ha liberamente accettato. E’ un richiamo che faccio soprattutto a me stesso !

  6. Alter ha detto:

    Ma certo, la “critica” a Benito Amilcare Andrea Mussolini è impossibile sul piano storico, la Sua Genialità è fuori discussione, ed ogni critica da parte del microbico sottoscritto, è ovviamente pura banalità.
    Ma la mia voleva essere una microbica “provocazione”.

    Quando affermo che “Stalin aveva purtroppo ragione”, voglio semplicemente affermare che la sua spietatezza e crudeltà verso i nemici, permise la sopravvivenza della Creatura ideata da quelli come lui.
    Se Benito Mussolini avesse avuto l’indole sanguinaria e criminale di Stalin…

    Ma l’ultimo Grande Italiano, Benito Mussolini, Il Duce d’Italia, non possedeva quella carica criminale.
    Lui non era un dittatore, Lui era un Grande Italiano, l’Unificatore d’ Italia.
    Ci provò ed incredibilmente quasi ci riusci’; purtroppo si trovo’ a dover incollare i tocchi di una non ancora nazione.
    Una non nazione con un re massone, inquinata dalla massoneria del suo compare; il britannico Mr. Nathan.
    Una non nazione inginocchiata ad un vaticano, che ha sempre operato nei secoli per la completa sottomissione e divisione dell’italia.
    Una non nazione minacciata dall’attacco concentrico dei diversamente israeliti; da Weizmann a Lenin, da Trosky a Rothshild.

    Ma il miracolo che ha compiuto, e soprattutto l’IDEA, restano intatti.
    IDEA che ancora terrorizza gli itaglioti che si apprestano a celebrare l’orrida data della “liberazione” che in realtà è data che segna il ripristino della perenne, millenaria Schiavitu’ italica sotto il dominio degli Stranieri trionfanti.

  7. Alessandro Leone ha detto:

    Salve io sono nuovo in questo sito comunque, volenti o nolenti, il cristianesimo cattolico rappresenta la base culturale su cui poggia il popolo italiano, questo non vuol dire che la chiesa non debba cambiare, anzi è quello che sta avvenendo segretamente tra le gerarchie: riguardo a tale argomento vi consiglio di leggere questo libro molto interessante: “Memorie dal futuro del papa Benedetto XVI” di Adeodato Blanco. A miomodesto parere uno dei modelli più perfetti di civiltà su cui si dovrebbe basare l’attuale società è quella Egiziana, in cui vigeva la legge di Maat…

  8. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Alter la tua precisazione su quello che volevi affermare conferma che in ciò che avevi scritto si poteva leggere tutto e il contrario di tutto. Devi capire che il nostro sito ufficiale è consultato da tanti soggetti e siccome è il sito ufficiale del nostro movimento, quello che si afferma e che si presta a varie interpretazioni può essere utilizzato in modo polemico contro di noi e – soprattutto – contro il nostro sentire e il nostro pensiero. Siccome abbiamo le idee chiare ma ci dobbiamo confrontare quotidianamente con chi non ha idee chiare, NOI non possiamo che trasmettere che CHIAREZZA.
    Anche perchè – come giustamente affermava Pound – :” prima di comunicare all’esterno controllo che ti sei chiarito bene idee e concetti”. Si possono anche criticare alcune scelte fatte da Mussolini, ma sempre tenendo conto del CONTESTO.

  9. Alter ha detto:

    Io attingo conoscenza e consapevolezza da questa Comunità; non ne verso certamente.
    E la mia conoscenza personale si arricchisce nella lettura dei testi di chi, come Voi Stelvio, visse quel Ventennio inimitabile.

  10. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Voglio precisare che io non sono il detentore delle verità e non dovete pensare che voglia sedere in cattedra; anche in questo seguo l’insegnamento un Maestro inarrivabile che si chiama Giovanni Gentile: la comunicazione educativa, cioè l’insegnamento, diventa formativa se è ” circolare “; cioè il bravo maestro è solo colui che insegnando impara dai suoi stessi allievi.

  11. Alter ha detto:

    Ma ora, dopo un bel momento di analisi storica, torniamo alla patetica realtà massificata itagliotica di oggi…

    Spot tivvi’ della “presidenza del consiglio del soviet dei cachi bolscevichi toscani” sul 25 aprile:
    Non sapevo che l’astronauta Samantha Cristoforetti fosse una vecchia partigiana (forse una staffetta?) e che nella stazione spaziale amasse ascoltare “bellaciao”.

  12. emilio paoletti ha detto:

    Marco Barone – Il 24 luglio 2014 al Senato è stato stipulato il Protocollo di intesa, dalla durata di tre anni, fra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

    Miur e Anpi, in particolare, realizzeranno iniziative per le celebrazioni del 70° della Resistenza e della Guerra di Liberazione, promuovendo processi tematici di riscoperta dei luoghi della memoria e la divulgazione dei valori fondanti la Costituzione repubblicana. All’interno del protocollo si legge che “il MIUR e l’ANPI si impegnano a promuovere e sviluppare iniziative di collaborazione e di consultazione permanente al fine di realizzare attività programmatiche nelle scuole e per le scuole volte a divulgare i valori espressi nella Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale”.

    Le Parti si impegnano in particolare nella realizzazione di un programma comune di attività articolato nei seguenti punti:

    – fornire contenuti e materiali di qualità per l’apprendimento delle discipline storiche, assicurando opportunità di studio, ricerca e approfondimento con particolare riguardo ai temi inerenti al movimento di liberazione e all’età contemporanea;

    – progettare strumenti didattici, di orientamento, mentoring e tutorato rivolti agli studenti al fine di rendere possibile l’utilizzo delle tecnologie internet e social; – promuovere attività di scambio, formazione, seminari e conferenze su temi e metodi della didattica e pedagogia dell’insegnamento della storia;

    – realizzare materiale informativo, anche di tipo multimediale e via internet, destinato agli studenti ed ai docenti.

    Il MIUR si obbliga a realizzare azioni di impulso e di coordinamento tra i diversi interlocutori pubblici e governativi interessati dalle attività del progetto facendosi parte attiva nella diffusione ed implementazione delle azioni dirette a consolidare l’impegno pubblico nella promozione delle attività previste dal presente Protocollo e stanzierà risorse finanziare necessarie alla realizzazione del Piano annuale di attività approvato dal Comitato Tecnico-Scientifico.

    L’ANPI, si impegna a mettere a disposizione delle iniziative oggetto del presente Protocollo d’intesa, il proprio patrimonio storico e culturale anche attraverso il lavoro degli associati delle sedi territoriali per una massima divulgazione delle iniziative conseguenti il presente Protocollo d’Intesa.Per la realizzazione degli obiettivi indicati nel Protocollo di Intesa e per consentire la pianificazione strategica degli interventi programmati, è costituito un Comitato Tecnico-Scientifico paritetico, composto rispettivamente da tre rappresentanti del MIUR e da altrettanti dell’ANPI. Il Comitato Tecnico-Scientifico è presieduto dal Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione.

    Per lo svolgimento delle attività programmate, potranno essere coinvolti, di volta in volta, esperti dell’Amministrazione, delle strutture scolastiche e universitarie, nonché esperti nazionali o stranieri. Sarà la volta buona per sanare tutte quelle mistificazioni, falsità,che hanno caratterizzato e caratterizzano ancora oggi in particolar modo le vicende complesse del Confine orientale? Quali saranno i criteri con i quali si potranno definire i relatori, sia nazionali che stranieri, come esperti? Quali “referenze” si dovranno avere? Lo capiremo a breve, comunque è un passo importante, significativo, che certamente potrà sanare nella scuola, a livello nazionale, quello studio approssimativo o nozionistico che spesso caratterizza le vicende riguardanti la resistenza e le violenze nazifasciste, come quelle subite oltre che dagli ebrei anche da gay, lesbiche, travestiti, rom, sinti, prostitute, testimoni di Geova, anarchici, comunisti, antifascisti o quelle, per esempio, subite dalle comunità slavofone, sloveni,serbi, croati, montenegrini, a partire dai campi di concentramento italiani, ed anche sul territorio italiano, una cinquantina circa, penso a Visco, Gonars, ad esempio, i processi di italianizzazione “forzata”, spesso semplicemente non studiati e non conosciuti da diverse generazioni.

    fonte:http://xcolpevolex.blogspot.it/2014/08/accordo-storico-tra-anpi-e-miur-lo.html
    Iscriviti alla newsletter di OrizzonteScuola!
    INUTILE AGGIUNGERE ALTRO……SI PUO’ PARLARE DI DEMOCRAZIA QUANDO UNA NAZIONE SOTTOSCRIVE UN ACCORDO DEL GENERE????? POTETE ANCHE SCARICARLO IN PDF…..

  13. emilio paoletti ha detto:

    IL PIU’ GRANDE COMPITO DELLA SCUOLA MISTICA FASCISTA E DEL FASCISMO STESSO E’ STATO QUELLO DI CREARE L’UOMO NUOVO, L’UOMO FASCISTA UN CONCETTO CHE INTENDEVA ETRNIZZARE IL CONCETTO E LA FILOSOFIA STESSA DEL FASCISMO, LEGANDO INEVITABILMENTE GLI UOMINI AL CONTESTO STORICO, MA IL FASCISMO AL FUTURO COME NORMA E UNO STILE DI VITA.DOVREMMO ONORARE QUESTO CERCANDO DI PARLARE SEMPRE MENO DI FASCISTI E MOLTO DI PIU’ DI FASCISMO….ANCORA SPESSO SIAMO IMBRIGLIATI NELLA RETORICA DEL FASCISMO MENTRE DOVREMMO STUDIARLO NEL SUO COMPLESSO E NON LIMITARCI A RICORDARE IL VENTENNIO C’E’ SPESSO SUPERFICIALITA’ E RETORICA CIOSE CARATTERISTICHE DELLA DESTRA E QUESTA E’ LA PIU’ INSIDIOSA FORMA DI ANTIFASCISMO, LA BANALIZZAZIONE…..

  14. Alter ha detto:

    In tutte le caserme dei carabinieri, oggi si possono osservare i “poster” della terribile ricorrenza che segna lo scatenamento delle belve comuniste (a libro paga della fiat e dei “confindustriali) contro Gli Italiani sconfitti dallo straniero anglosassone.

    25 aprile 1945; la data in cui le iene comuniste (nell’indifferenza dei loro colleghi cattolici del Cln) e nella “timidezza” di troppi carabinieri di allora, scatenarono il loro odio automatico, di automi sovietici, contro i Patrioti Italiani.

  15. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Esame di di coscienza di un fascista:
    ” Mistica per noi fascisti è anelito verso una vita alta e piena, vissuta per se ma soprattutto per gli altri. Mistica per gli individui è aspirazione a migliorarsi, a progredire, ad avanzare; e per i popoli è ambizione di martellare i segni iconfondibili drlla propria civiltà sulle tavole immortali della Storia.Mistica è la stessa fprza della giovinezza fascista,espressione di vita in cammmino, ansia di rinnovamento, febbre delle altezze spirituali, impazienza di seminare per raccogliere, gioia di vivere e, quando sarà necessario, gioia di morire. Per noi fascisti quello che importa non è vivere a lungo, ma vivere degnamente. Questa è la mistica fascista. Ma allo, si obietterà, tutto è mistica ? Proprio così. Nel fascismo tutto è mistica. Mistica e fascismo sono i termini di un binomio indissolubile. Tutto è inteso dal fascismo in senso mistico, perchè mistico è il suo modo di concepire la vita. ”
    Luciano Lucci Chiarissi

  16. emilio paoletti ha detto:

    non si può cocepire diversamente, per questo credo in questo movimento e soprattutto mi ci riconosco, e mi sono iscritto. Sono ragionevolmente pessimista se guardo al futuro, il cammino del capitalismo con iul suo accattivante consumismo, cominciato da noi dal secondo dopo guerra, e che sta dilagando a macchia d’olio ormai oltre i confini occidentali, con la forza della corruzione e della libertà-anarchica illusoria, è pressochè inarrestabile,ma se non sono sicuro della vittoria, sò di poter guardare in faccia questi burrattini con la consapevolezza di essere un uomo migliore di loro, non è molto, ma da un senso profondo al mio essere fascista, combatto ogni giorno la guerra della vita per campare la mia famiglia onestamente col mio lavoro nonostante le angherie e vessazioni di uno stato che sento non mio, e che non è nemmeno più al limite della legalità, ma ormai irrimediabilmente corrotto e soprattutto corruttore nessuno escluso compreso chi fra loro non si sporca le mani direttamente, se mai ce ne fosse qualcuno… e che per ciò ha le mani lo stesso intrise di sangue per il proprio omertoso silenzio, quel volgere la testa dall’altra parte, invece di denunciare. Sò di essere migliore di loro e questo mi basta…..e mi ricompensa moralmente seppur cosciente di essere mio malgrado un piccolo e riluttante ingranaggio che regge la baracca come gli altri milioni di piccoli imprenditori, commercianti, artigiani, che pur di far quadrare i conti per pagare debiti e tasse, rinuciano a tutto, e non esagero……Ma rientrando in tema….i partigiani comunisti, hanno ammazzato piu altri partigiani compreso laici, non schierati politicamente e cattolici che fascisti per intenderci…dovevano essere loro i vincitori perchè così deciso…..e per non dover fare i conti e spartire la pseudo vittoria, hanno eliminato, la concorrenza che fra l’altro comprendeva chi veramente si era opposto al fascismo anche prima dell’8 settembre..se mi si permette “i veri pertigiani” mentre a cantar “o bella ciao c’erano, ma tanti ex-fascisti scesi dalle montagne solo dopo che gli americani avevano bombardato e spianato loro la strada, ma soprattutto dopo aver sotterrato in fretta e furia la camicia nera fra i boschi, questi saranno in quei giorni i piàù spietati, i più disposti alle crudeltà più atroci anche perchè così potevano eliminare gli antagonisti cioè anche chi poteva riconoscere in loro il camerata di ieri..questo si nell’indifferenza interessata degli anglo-americani e con la complicità del C.LN. al quale poi sarebbero andati a incassare la parcella per aver fatto il lavoro sporco di epurazione forgiando così la nuova classe politica che in comune aveva la coscienza sporca e la consaopevolezza dell’accaduto…NASCE COSì L’ITALIA “LIBERA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA”….un mantra ripetuto come se l’essere antifascista fosse un valore assoluto….

    sig. STELVIO DAL PIAZ…intuisco che siete una persona..diciamo di una certa età e che avete avuto esperienza diretta col fascismo….se vero un saluto speciale a voi, e comunque saluti…

  17. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Grazie dei saluti; sono un classe 1929 e volontario RSI ( Fiamma Bianca Avanguardista Moschettiere e poi Brigata Nera ); non ho meriti particolari; l’anagrafe mi ha consentito di partecipare personalmente nel periodo 1943/45: Sono uno dei pochi italiani che ” ha perso la guerra “; tutti gli altri l’hanno vinta e per questo festeggiano il prossimo 25 aprile.

  18. Anonimo ha detto:

    potreste essere mio padre…..permettetemi seppur virtuale un caloroso abbraccio …..E un grazie da italiano per quanto vissuto e per quello in cui avete creduto….non avete perso la guerra…anche perchè sicuramente non l’hanno vinta loro se non al tavolino e non per loro merito…..voi avete la coscienza pulita e l’anima lerggera non so se loro possono dire altrettanto….

  19. paolettiemilio ha detto:

    non so perchè…ma sono emilio paoletti che e stato pubblicato come anonimo

  20. Alter ha detto:

    Viva sempre gli Italiani che il 25 aprile 1945 hanno perso la Guerra, ma mantenuto Dignità ed Onore.
    Grazie Stelvio!

  21. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    A Emilio Paoletti: mia moglie si chiamava Paoletti da ragazza; era un’Ausiliaria del Battaglione “M” Montebello della Divisione Etna GNR. A suo tempo ha compiuto i 18 anni in campo di concentramento. Anche Lei era una che aveva perso la guerra.

  22. Giulio Tiradritti ha detto:

    Non sono d’accordo. Non è stata la Resistenza a causare la mancanza di valori che hanno portato alla crisi dei valori che ci sono adesso. Non credo che Hitler o Mussolini, facendo morire milioni di ragazzi che ambivano soltanto ad una vita modesta, siano da prendere come esempio. Se invece di mandare i giovani a combattere, con un fucile in mano, gli avessero dato dei libri sulle mano, dicendogli: studiate, leggete, la cultura è la cosa più bella che c’è, diventate geometri, periti industriali, dottori, ingegneri, geografi. Siate educati alla pace, alla bellezza, all’educazione, al rispetto, all’amore. Invece no. E perché? Perché il fascismo, come del resto il nazismo, facevano si gli interessi della borghesia, non la resistenza comunista o il bolscevismo. Facendo quindi gli interessi della borghesia, è chiaro che non ci sono le risorse per garantire a tutti una equa distribuzione delle risorse, logico quindi che milioni di ragazzi dovevano combattere e morire con un fucile in mano per far prosperare i figli della grande borghesia e della piccola borghesia. La crisi di valori che c’è adesso, non è frutto della Resistenza o del comunismo, ma semmai il suo contrario.

  23. Giulio Tiradritti ha detto:

    Certo errori ed orrori, anche in nome del comunismo, ne sono stati commessi, e questo non ha giovato sicuramente alla sua causa. Ma la differenza fondamentale tra il nazifascismo e il comunismo non sta nella logica criminale. E’ innegabile che Stalin fino al 1939 aveva fatto uccidere, ingiustamente, migliaia di persone più di Hitler. ne che il peggio di Stalin non sia stato all’altezza del peggio di Hitler. Ma furono sistemi criminali basati su logiche diverse, questa è la differenza fondamentale. Il nazifascismo fu un attacco consapevole all’idea di umanità stessa, e quindi a fondamento della moralità. Il comunismo no. E’ fuorviante dire che la conseguenza è stato il dominio del capitale anglosassone. Anche i nazisti ed i fascisti hanno difeso il capitalismo; Hitler stesso lo diceva che ammirava l’Inghilterra, e che voleva accordarsi con l’Impero britannico per la spartizione del mondo. Se ciò non gli è stato possibile, e per fortuna, è perché c’è stato un gigante chiamato URSS che con la sua potenza militare e culturale che ha fatto saltare tutti gli equilibri politici. Non credo che nella storia dei sistemi comunisti sia successo mai quello che è successo a Baby Jar, o a tante altre realtà, dove vengono spogliate nude le donne e i bambini e vengono fucilate, perché qualche demente ha stabilito, non si sa in base a che cosa, che sono una razza inferiore e quindi non sono degni di vita. Molte volte sento degli stupri che sono stati fatti dall’Armata Rossa in Germania nel 1945. Ebbene, posso dire che almeno loro ci sono riusciti. Se i nazisti avessero fatto delle orge di massa in cui avrebbero scopato e incintato molte donne slave, che sono bellissime, avrei detto che sono stati bravi. Può vedere molti miei commenti sui temi dell’immigrazione, in cui sostengo che la soluzione sta nel rimpatriare tutti i maschi e nell’accogliere solo donne (invece ciò che succede è purtroppo il contrario).

  24. Giulio Tiradritti ha detto:

    Tuttavia non posso non essere critico nei confronti dello stalinismo. Il dittatore sovietico sapeva usare soltanto il bastone, non la carota. Tutte quelle minoranze etniche deportate su base presunta classista, hanno conosciuto uno sfruttamento mostruoso in nome dell’eliminazione dello sfruttamento. A mio parere, Stalin avrebbe dovuto arrivare ad un compromesso. Tutte quelle famiglie contadine ucraine, russe, kazake, polacche, di tutte le altre nazionalità, gli antifascisti italiani (uccisi barbaramente in URSS, e che invece hanno avuto la possibilità di riposarsi a Ponza), avrebbero dovuto essere trasferiti non in campi di sfruttamento comunista capitalistico, ma in campi di ozio, dove dovevano ricevere medaglie, diplomi, studiare… La costruzione del socialismo, del vero socialismo, lo si fa incentivando alla gioia di vivere, all’amore per la natura e la cultura. Tuttavia io sono intransigente anche nei confronti dei comunisti, quando succede una cosa: la violenza sugli animali, sia gratuita, sia a scopi industriali e commerciali. Si parla molto dei gulag e dei campi di concentramento, ma si dimentica che essi esistono ancora, e qui vi vengono uccisi milioni di animali innocenti che non hanno la possibilità di difendersi perché non hanno voce in capitolo. Il socialismo dovrebbe difendere la voce degli ultimi. A maggior ragione la voce dei senza voce. Viva tutte le persone per bene, sia Partigiani che della Repubblica Sociale, che amano la vita e la pace. Grazie.

  25. paolettiemilio ha detto:

    caro Giulio Tiradritti, se vai ad informarti su cio che è stato il fascismo, dal 1° dopoguerra a piazza San Sepolcro, alla grande ristrutturazione dello stato e la grandissima riforma scolastica di Gentile..( frra l’altro l’organizzazione della scuola così come la si conosce oggi è figlia di quella riforma….) ti accorgerai che il tuo è una considerazione molto superficiale dattata solo dal fatto di considerare la guerra una congenita e diretta cvonseguenza del fascismo, mentre è stata una terribile e tragica contingenza del periodo in cui la germania spalleggiata dalla america cominciò la seconda guerra mondiale indadendo la polonia con mezzi e aiuti concreti forniti da quella che di li a pochi anni sarebbe stata la nazione che ci “liberava” la vicenda guerra mondiale è una pagina della nostra storia fra le piu ambigue e “aggiustate”….molto, ma molto più complessa e articolata di quanto possiamo pensare….sono passati 70 anni e ancora il ricordare e i morti, e sono tantissimi…. è di fatto ancora una questione politica….Mi viene a mente la stupenda poesia di TOTO’..” A LIVELLA..” che grandissima prova di maturità civile sarebbe se l’Italia cominciasse almeno con il considerare la morte proprio una livella…. Ma sia da una parte che dall’altra, come succede da millenni sono sempre i migliori a morire perchè generosi e spavaldi difensori dei propri ideali si sono immolati per esso permettendo ad una massa di imboscati e cialtroni di scrivere anche per loro la storia…anche se io preferisco chiamarla “NOVELLA”….

    “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perché tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente…”
    VOLTAIRE.

  26. paolettiemilio ha detto:

    a STELVIO DAL PIAZ…è un cognome diffuso….toscana?? Comunque grazie a tutti coloro che l’hanno persa…….

  27. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Il mio cognome è originario della Val di Non anche se il mio gruppo è in Toscana ancora prima dell’Unità d’Italia !

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